Qual è l’andamento del turismo in Italia? È cresciuto il tasso di disoccupazione in questo settore? Analizziamo alcuni dati e…

Qual è l’andamento del turismo in Italia? È cresciuto il tasso di disoccupazione in questo settore?

Analizziamo alcuni dati e vediamo se ci sono dei risvolti positivi oltre che negativi in questa stagione estiva a dir poco particolare.

Il mondo del turismo in Italia sta inevitabilmente faticando; per provare a disegnare una panoramica generale e completa è fondamentale partire dai numeri.

Dati sull’andamento del turismo in Italia

L’Osservatorio Federalberghi ha prodotto un’analisi precisa, aggiornata a giugno, sulla situazione delle strutture ricettive nel nostro Paese. I dati che emergono, per quel che riguarda l’andamento dei fatturati e del fattore lavoro confermano di fatto il trend negativo:

  • -80,6% di presenze rispetto al giugno del 2019
  • -93,2% flussi provenienti dall’estero
  • Persi 110mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%)
  • 140mila posti di lavoro a rischio per i mesi estivi

Numeri che certificano le difficoltà di un intero comparto, che da solo vale il 13% del PIL nazionale.

Segnali negativi

La mancanza di posti di lavoro dipende inevitabilmente dalla crisi del flusso turistico, soprattutto quello proveniente dall’estero.

In questo senso chi sta soffrendo particolarmente sono le grandi città d’arte italiane. Si stima che Roma, Firenze, Venezia, Torino e Milano, che insieme valgono circa un terzo del turismo italiano, rischino di perdere, nel 2020, 34 milioni di presenze dall’estero, per una perdita totale di 7 miliardi di euro di spese turistiche. Nello specifico per Milano si stimano 4 milioni di turisti in meno.

Chi, allo stesso modo, sta soffrendo per la mancanza di turismo estero sono gli albergatori e gli imprenditori della Costiera Amalfitana. Una destinazione particolarmente apprezzata dagli ospiti esteri, perlopiù statunitensi, tant’è che ogni estate si registrava un rapporto di 6 a 1 in confronto ai turisti italiani. Lo stesso Washington Post ha deciso di trattare il tema della crisi del turismo in Costiera Amalfitana intervistando un imprenditore del settore ricettivo che denunciava appunto l’assenza degli ospiti provenienti d’oltreoceano, che avevano sempre rappresentato una solida certezza per il comparto turistico e quindi anche economico, di tutto il territorio.

Segnali positivi

Oltre a sottolineare ciò che non funziona e la grave situazione che soprattutto il settore ricettivo e del turismo stanno attraversando post Covid, è utile anche mettere in evidenza quelli che paiono essere, seppur deboli, i segnali positivi di questo anomalo trend turistico.

La prima riguarda il tanto discusso Bonus Vacanze, del quale vi avevamo parlato settimana scorsa. In una nota del Ministero per i beni e le attività culturali si legge infatti che la provincia di Rimini risulta essere quella che in Emilia-Romagna ha visto erogare il maggior numero di bonus. Nello specifico 11.226, spesi in 774 strutture per un valore economico pari a 5.133,796 euro. La provincia riminese ha superato in ordine quella di Forlì-Cesena, Ravenna, Ferrara, Bologna, Parma, Modena e Piacenza.

Anche a livello nazionale infatti, dove i bonus staccati hanno raggiunto il milione di unità, l’Emilia-Romagna si è confermata tra le regioni dove si sono concentrate maggiormente le spese legate al bonus insieme alla Puglia e alla Toscana.

La seconda notizia positiva riguarda invece il periodo di ferie verso il quale siamo giunti, ovvero Ferragosto. Difatti, secondo l’ultimo bollettino dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) molte zone dell’Italia sarebbero quasi al completo per le vacanze previste dal 10 al 16 agosto.

Si parla infatti del 79% delle disponibilità online già vendute, che rapportate al 72% della Spagna certificano un dato parzialmente positivo. Tra queste spiccano ovviamente le destinazioni balneari. Anche i luoghi di montagna però hanno saputo rendersi attrattivi online con l’84% delle destinazioni non più disponibili rispetto all’87% della Francia.

Su questi dati scatta la polemica

Il Presidente di Federalberghi Bernabò Bocca si è sfogato parlando di “dati da film” e di una rappresentazione non corretta della situazione turistica in Italia. Bocca ha infatti aggiunto che la gran parte degli operatori turistici italiani sta vivendo una situazione drammaticamente opposta, sottolineando il fatto che il sold out rimane comunque circoscritto solamente ad alcune zone d’Italia, specificatamente di mare, e solamente per le settimane di Ferragosto le quali, nonostante tutto, rimangono da sempre una certezza assoluta per le ferie degli italiani e per il fatturato del comparto turistico italiano.

Lo stesso Bocca ha parlato della crisi delle città d’arte, con occupazioni al 15%, e della mancanza del turismo estero, in special modo di quello americano che continuerà a mancare nei mesi di autunnali. A questo va aggiunto l’elemento smart working che ha momentaneamente messo in ginocchio anche il comparto business legato al turismo. Un anno perso, secondo Bocca, sul quale va messa il prima possibile una croce sopra per cercare di ripartire nel 2021.

Il bilancio generale quindi non può essere positivo

Come sottolineato dallo stesso Bocca, moltissimi imprenditori del settore ricettivo stanno soffrendo e, calcolando chi ha aperto e chi è rimasto chiuso, il comparto è di fatto in ginocchio.

Questa quindi è una panoramica che vuole cercare di analizzare sia i macro-numeri che ci confermano, purtroppo, la crisi e le difficoltà di un settore intero che numericamente in Italia rappresenta un peso economico importante, ma che vuole, allo stesso tempo, cercare nei singoli casi positivi, seppur pochi, un barlume di speranza e positività per ridare un momentaneo ossigeno alle imprese del turismo italiano.