Si è conclusa ieri “Icons and Women”, la mostra di Steve McCurry che nel giro di tre mesi e mezzo ha…

Si è conclusa ieri “Icons and Women”, la mostra di Steve McCurry che nel giro di tre mesi e mezzo ha attirato a Forlì circa 70.000 visitatori. Allestito al Museo San Domenico dal 26 settembre al 10 gennaio, il percorso espositivo ha proposto le immagini più famose del fotoreporter statunitense.

All’inaugurazione della mostra lo stesso artista ha affermato: “Le immagini che vedrete sono la raccolta di 40 anni di fotografie, di donne che hanno ispirato mio lavoro e che hanno un valore molto forte per me”. Una selezione di 180 immagini che hanno reso Steve McCurry uno dei maestri indiscussi della fotografia contemporanea.

Il filo conduttore dell’intera mostra è stata la presenza umana, in particolare lo sguardo sofferente di donne attraverso le quali Steve McCurry esprime un complesso di emozioni ed esperienze personali. Il percorso terminava con il notissimo ritratto della ragazza afgana, Sharbat Gula, immortalata dal fotoreporter nel 1984 all’interno del campo profughi di Peshawar (Pakistan). Copertina del National Geographic Magazine nel 1985, la ragazza è stata poi ritrovata e rifotografata 17 anni dopo da Steve McCurry. Oggi rappresenta un’icona assoluta della tristezza della guerra ma anche della infinita speranza di pace nel mondo.

Biba Giachetti, la curatrice dell’esposizione, ha rivelato: “Questa è forse una delle più belle mostre di Steve che abbiamo fatto. L’intenzione, come ogni volta, è di porre l’accento sui diritti civili, su quello che nel mondo sta succedendo e sulla condizione della donna, con personaggi noti come la politica birmana Aung San Suu Kyi e fotografie di denuncia che sottolineano i principi della dignità e del rispetto verso qualunque esponente del genere umano e più in particolare nei confronti dell’universo femminile. Valori non negoziabili, da affermare con determinazione, come ci insegnano gli sguardi colti dall’inconfondibile genio di Steve McCurry”.

Un’opportunità d’oro per la città di Forlì

Steve McCurry si è così affermato come punto di riferimento per un grande pubblico, soprattutto di giovani, che in un certo senso nei suoi scatti riconoscono se stessi. Promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dal Comune di Forlì – ed organizzata da Civita e SudEst57 – “Icons and Women” è stato un vero successo, che ricorda il record di 151.000 visitatori per la mostra di Antonio Canova nel 2009. 

Steve McCurry
Il fotoreporter Steve McCurry

Monica Fantini, colei che ha inventato sul territorio la Settimana del buon vivere (nonché vicepresidente della Fondazione Carisp), commenta: “L’idea è nata dalla progettazione sulla Settimana del buon vivere per cui avevamo pensato a un ospite capace di un confronto aperto sui temi che rendono la vita degna di essere vissuta. McCurry rappresentava in quest’ottica l’esponente di un linguaggio per noi inedito: così, con i buoni uffici di Gianni Riotta, abbiamo contattato il fotografo a New York… e lui subito ha accettato di collaborare. A ciò si sono aggiunte la lungimiranza della Fondazione e la collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune: da questo lavoro di squadra nasce un percorso d’impatto, una storia nuova per Forlì con una centralità femminile che vuole esprimere anche un senso di fiducia nel superamento di sessismo e violenza, come emerge dall’accostamento fra l’immagine della ragazza afghana e la nostra splendida Ebe di Canova”.

Una grande iniziativa come questa riesce ad attirare tantissimi visitatori. La bellezza e l’arte hanno un potere trascinante e il contatto con esse rende le persone migliori, e noi lavoriamo sulla qualità delle persone” sono le parole del presidente di Fondazione Carisp, Roberto Pinza. L’assessore alla Cultura Elisa Giovannetti ha ribadito poi : “Si tratta di un’opportunità incredibile per una città che non ha mai avuto grandi mostre fotografiche nei propri spazi. E’ stato possibile fare questo, perché il nostro complesso museale è di grandissima qualità”.

Le altre mostre in regione

“Icons and Women” non è stata l’unica preziosa esposizione nel territorio romagnolo. Ieri si è conclusa anche la mostra delle 450 opere degli illustratori della Divina Commedia, che hanno ripercorso il capolavoro dantesco raffigurando – nella cornice del Museo d’Arte della Città di Ravenna – la dannazione dell’anime dell’Inferno e l’aurea angelica dei beati in Paradiso.

Bologna si conferma culla culturale della regione grazie alle significative presenze registrate nelle sue gallerie pubbliche e private. La mostra “Egitto splendore millenario” ha venduto oltre 82.000 biglietti dal 16 ottobre presso il Museo Archeologico, assalito dagli amanti dei capolavori egizi giunti dall’Olanda. Sempre a Bologna, Palazzo Albergati ha ospitato “Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga”, altro appuntamento spettacolare che ha registrato circa 98.000 presenze.

Al Palazzo Magnani di Reggio Emilia è terminata ieri “Eterne visioni tra presente e passato”, il confronto tra due celebri opere realizzate a 6 secoli di distanza l’una dall’altra: La Maddalena assunta in cielo di Giovanni Lanfranco (1615) e L’Ascensione di Isotta di Bill Viola (2005). In questa mostra l’esponente della video art contemporanea si ispira e dialoga con l’artista emiliano del Seicento, sia sul piano espositivo sia su quello semantico.

Fino al 31 gennaio Modena ospita al Mata “Il manichino della storia”, un insieme di 90 dipinti, sculture, installazioni e fotografie appartenenti a collezioni private del territorio, che spaziano dal Concettualismo al Neo-Pop, dalla Transavanguardia all’Iperrealismo.

A Palazzo dei Diamanti (Ferrara) imperdibile la mostra su Giorgio De Chirico con Morandi, Magritte, Dalí e Carrà, in un complesso che celebra il centesimo anno dell’arrivo di De Chirico nella città, dove dipinse principalmente piazze, stanze dalle prospettive singolari e manichini da sartoria. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 28 febbraio.

Eventi culturali come questi rappresentano preziosi alleati del turismo per la valorizzazione di un territorio, delle risorse e degli spazi espositivi di cui dispone. La mostra di Steve McCurry ne è un ottimo esempio.