Li chiamano Megatrend di lungo periodo (Long Term Megatrends) e secondo l’ Italian Institute for the Future, che ogni anno…

Li chiamano Megatrend di lungo periodo (Long Term Megatrends) e secondo l’ Italian Institute for the Future, che ogni anno li individua, analizzando i segnali provenienti da più parti, dovrebbero grosso modo tratteggiare i grandi cambiamenti destinati a influenzare il nostro futuro.

I nuovi trend connessi all’accoglienza turistica

Per questo 2019 il Report dell’Istituto ne snocciola una decina. Alcuni di questi sono più strettamente connessi alle possibili evoluzioni del mondo dell’accoglienza turistica. Un mondo che per stare al passo coi tempi e soprattutto con le richieste dei clienti dovrà giocoforza guardare oltre il proprio perimetro.

La maggior parte dei megatrend descritti coinvolge infatti la sfera dell’ innovazione tecno-scientifica, che arriverà a condizionare profondamente il nostro stile di vita e di consumo, incluso quello della vacanza.

I curatori dello studio ci avvisano che i progressi della scienza sono destinati ad “uscire dai laboratori, dalle industrie e dai centri di ricerca penetrando nella società e cambiandola in modo spesso radicale”.
Vediamo allora quali di questi segnali potrebbero maggiormente concorrere a mutare le sensibilità dei viaggiatori, obbligando i professionisti del ricettivo a rimettersi in gioco o, quanto meno, a considerare la possibilità di farlo.

Una nuova cultura della parola

Nel prossimo futuro, ad esempio, la promozione e la narrazione del territorio e della struttura potrebbero rivelarsi più efficaci in forma verbale. Come sempre questo non va inteso come un invito ad abbandonare del tutto la carta o la scrittura, che mantengono e manterranno un proprio valore. Sarà però necessario prendere atto dei nuovi trend di consumo legati alla fruizione dei prodotti narrativi.

I curatori dello studio avvisano infatti che “gli audiolibri stanno vivendo da anni una crescita che pare inarrestabile, secondo un trend globale che dal 2011 si consolida anno dopo anno”. Per giunta si tratta di una tendenza dilagante fra i più giovani tanto che, stando alle statistiche dell’editoria, il 48% dei fruitori di audiolibri avrebbe oggi meno di 35 anni.

Ma veniamo al punto: perché un turista potrebbe prediligere la narrazione verbale del nostro territorio e della nostra offerta?

Secondo il Report questa soluzione consentirebbe – al contrario della lettura che richiede un’ esperienza totalmente immersiva – di “assimilare la stessa quantità di informazioni attraverso un’attività che può essere svolta senza abbandonare il flusso delle condivisioni social o i lavori domestici”.

Ci si informerà insomma sul luogo da visitare e sull’albergo da prenotare, ascoltandone la descrizione e sbrigando intanto qualche altra faccenda.

 

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star wars hotel disney world

Spazio allo spazio

La fascinazione per tutto ciò che concerne lo spazio siderale è destinata a crescere con il progredire delle missioni esplorative. Mentre la cronaca ci informa che è stato venduto il primo biglietto turistico per salire a bordo della navicella Elon Musk. E che nel tardo autunno ad Orlando aprirà i battenti l’attesissimo Star Wars Resort. Gli osservatori dell’Italian Institute for the Future rimarcano che “il settore dei voli suborbitali sta ormai raggiungendo il livello di maturità necessario per potersi trasformare in un comparto commerciale completamente nuovo”.

Vi rientreranno il turismo spaziale dei voli suborbitali, i voli intercontinentali stratosferici che permetteranno di spostarsi tra Napoli e New York in sole due ore. E probabilmente anche le evoluzioni della cosiddetta OrbiTecture, termine coniato nel 2015 per designare quella branca dell’architettura che si occuperà di progettare i nuovi habitat umani fra le stelle.

La conquista dello spazio aperta a tutti sarà dunque uno dei traguardi ambìti e aprirà la strada anche alle tante declinazioni tematizzate sul nostro stesso pianeta di cui lo Star Wars Resort è, appunto, uno dei possibili esempi. In modo che chiunque possa organizzarsi un proprio viaggio nel cosmo, vero o simulato che sia. Dipenderà dal budget.

Il veganesimo diventa mainstream

Secondo i curatori del Report il veganesimo dovrebbe molto del proprio successo alle campagne mediatiche contro gli allevamenti intensivi, così come alla crescente consapevolezza dei vantaggi ambientali dati dal regime alimentare vegano. “Una ricerca dell’Oxford Martin Programme on the Future of Food – aggiungono – sostiene che se il mondo adottasse questo tipo di alimentazione entro il 2050 si avrebbe un taglio di due terzi delle emissioni di gas serra e una riduzione del 10% della mortalità globale”. Nella preparazione dei menù sarà dunque un tema di cui tenere conto per un crescente bacino di clientela. Ma potrebbe non essere sufficiente.

Il filosofo italiano Leonardo Caffo ritiene infatti che nel giro di un secolo lo stile di vita vegano sarà adottato dalla stragrande maggioranza dell’umanità. Andando così ben oltre il consumo alimentare e impattando, per stare nel campo dell’hôtellerie, sulla scelta degli arredi o dei cosmetici distribuiti nelle SPA o nelle stanze da bagno.

Il documento avvisa a questo proposito che “sta nascendo una nuova industria per la produzione sintetica di materiali basati su prodotti animali, come il cuoio e la seta. Mentre l’industria dei cosmetici è da tempo impegnata a rimuovere i prodotti animali dalle proprie formulazioni”, soprattutto dopo il bando alla sperimentazione promulgato dall’Unione europea nel 2013.

Geoingegneria e accoglienza

La premessa è scientifica. L’ultimo rapporto ONU stima che il 2030 sarà l’anno in cui, in assenza di novità, il clima raggiungerà il punto di non ritorno per sfondare quota +3°C prima della fine del secolo. “In questo contesto – si legge nel Report – il dibattito sulla geoingegneria comincia ad assumere un’inedita centralità”.

Si presume infatti che nel frattempo ogni sforzo fatto a dimostrazione di un concreto interesse per l’ambiente sarà premiato dai viaggiatori. E poiché il rimboschimento è una delle soluzioni prospettate dagli scienziati per la salvezza del pianeta, si può ragionevolmente supporre che le soluzioni green riscuoteranno un buon successo.

Lo si riscontra già oggi, visto che il 78% dei viaggiatori si dice interessato soggiornare in un hotel eco-friendly. Gli albergatori ci stanno intanto lavorando, come dimostrano le statistiche recentemente elaborate per il XXIV Rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia. E si stanno dotando di personale specializzato, formato appositamente per essere parte di un ‘green team’ interno alla struttura.

Il compito di queste nuove figure non dovrà tuttavia limitarsi ad operare secondo la filosofia green. Si dovranno preoccupare anche di renderla nota alla clientela potenziale e acquisita, sempre più orientata alla svolta verde.