Non è facile soddisfare gli ospiti del 2020. Eclettici, dalle aspettative elevatissime e con le dita costantemente in moto, impegnate…

Non è facile soddisfare gli ospiti del 2020. Eclettici, dalle aspettative elevatissime e con le dita costantemente in moto, impegnate a digitare su piccoli dispositivi capaci di condividere ogni istante della loro permanenza in hotel – specialmente quelli meno piacevoli – con chiunque sia disponibile all’ascolto o alla visione. Ormai sempre più abituati ad attendersi esperienze straordinarie in luoghi che sono fonte d’ispirazione, con il loro stilo esotico e le loro ambientazioni sorprendenti, senza però rinunciare al comfort domestico.

Generare l’effetto “wow”? Si comincia dalla personalizzazione

Come generare il sempre più improbabile ‘effetto wow’ dunque? Architetti e interior designer sono chiamati a trovare un equilibrio tra questi estremi, verso soluzioni sempre più sofisticate (avevamo parlato in un precedente articolo dei trend di design per la camera d’hotel ).

Principio guida che non può mai mancare è quello della personalizzazione di ogni posto. Un’idea? Prevedere diverse aree che valgano la pena di scattarsi un selfie. Una cosa che interessa particolarmente all’ospite ma anche all’albergatore desideroso di ottenere un’ottima pubblicità gratuita.

Casa dolce hotel” può riassumere in poche parole la tendenza alberghiera a dotare le camere di angoli cottura, di dimensioni e fornitura variabili. Con la finalità di allungare la permanenza media degli ospiti e  competere con la nutrita e agguerrita concorrenza di attori come Airbnb. Una scelta che sta diventando un nuovo standard di servizio.  Così come molto diffusa è la propensione a rinfrescare ogni stanza in modo da renderla anche solo leggermente diversa dalle altre. In modo tale da far sentire chi vi soggiorna come se si trovasse in un ambiente unico e autentico – con buona pace delle albergatrici che per decenni si sono premurate di abbinare tendaggi, moquette e arredamenti.

Rivisitazione della hall

Dalle camere alla lobby, anche le hall sono rivisitate in un’ottica più calda e accogliente rispetto all’allure pragmatica e respingente degli anni scorsi. Dalla fredda eleganza di front-desk dall’altezza proibitiva a zone lounge in cui effettuare il check-in su tablet, sprofondati in morbide poltrone mentre si sorseggia un drink.

5 trend di design per la camera d'hotel - GettyImages

Tendono a scomparire gli spazi sconfinati con reception gigantesche, che vanno invece ripensate con maggior creatività e flessibilità in favore di aree più invitanti, in grado di stanare la gente dalle proprie camere e far sì che possa socializzare e, perché no, acquistare con maggior probabilità i servizi proposti dall’hotel.

La hall è peraltro la zona più consona per creare quella compenetrazione esterno-interno che riscuote sempre più successo. Con l’introduzione di elementi naturali. Come, per esempio cascate d’acqua, boschi verticali, pareti ad alimentazione solare, oggetti decorativi fatti a mano o comunque provenienti dall’artigianato locale. Ma anche clessidre nei bagni per il risparmio idrico, terrazze multilivello ed arredamenti fatti con materiale riciclato.

Anche i tessuti si evolvono

Anche le stoffe sono in fase di mutazione, con una preferenza per la lana, il lino e il cotone rispetto all’opulenza di pesanti velluti o ai materiali sintetici, con colorazioni tenui e tono su tono che richiamino le nuance presenti in natura piuttosto che create artificialmente.

Arrivando alle zone comuni meno cool dell’hotel, come deposito bagagli, ski o bike-room e garage, un’alternativa è offerta dai graffiti, forme di street art che entrano in albergo aggiungendo all’insieme un ulteriore retrogusto della comunità locale.

Tecnologia, innovazione e un tocco di storia

Che altro può migliorare infine l’esperienza dell’ospite quando si tratta di hotel design? Sicuramente la tecnologia, intendendo con essa anche i robot, che a loro volta avranno bisogno di spazi progettati per potersi muovere e interagire con gli esseri umani.

Meno scontato ma non meno efficace inoltre un tocco di storia. Ovvero la predisposizione di un angolo vintage in cui dare rilevanza al contesto storico in cui l’albergo è nato e si è sviluppato. Ciò può essere raggiunto tramite una mini-pinacoteca oppure con l’esposizione di cimeli o pezzi di mura antiche.

Strategie che portano l’hotel a diventare una destinazione a sé in quanto spazio disegnato a soddisfare differenti e specifiche esigenze. I clienti sono d’altronde sempre più orientati verso ciò che si può sperimentare, e condividere, rispetto a ciò che si può possedere. A patto che sia memorabile.