Food e hi-tech, un binomio imprescindibile. Il settore del food è sempre più connesso all’innovazione tecnologica e digitale che trova…

Food e hi-tech, un binomio imprescindibile. Il settore del food è sempre più connesso all’innovazione tecnologica e digitale che trova applicazione in tutti gli ambiti commerciali.

Digital take away, un’ esperienza di acquisto sempre più appagante

L’innovazione digitale ha molteplici attuazioni. Basti pensare al food delivery ovvero il cibo a domicilio. Un segmento del foodtech in continua crescita. Oltre ai clienti che scelgono la consegna a domicilio nella versione più tradizionale, telefonando o recandosi di persona nell’esercizio prescelto, sono sempre più numerosi, e destinati a crescere, coloro che si affidano al digital take away. Ovvero la possibilità offerta da ormai numerosissime start up digitali, di ordinare da qualsiasi device connesso a Internet, tramite un’app o un sito. E la cena è servita (a casa propria) nel tempo di un clic.

L’innovazione nell’ambito del delivery food passa attraverso la capacità di migliorare sempre di più l’esperienza di acquisto del cliente. In che modo? Per esempio pensando a nuovi metodi di pagamento che permettano di chiudere un ordine in modo facile e veloce.

Oppure utilizzando chatbot che possano essere di supporto nel momento in cui ci si appresta ad effettuare un ordine.

Un’esperienza di acquisto soddisfacente pone l’attenzione sui dettagli. Un esempio? Con il servizio di food delivery UberEats, gli autisti di Uber ottimizzano il tragitto da percorrere per le consegne.  Per offrire un’ esperienza ancora più performante c’è chi  ha pensato di mettere a disposizione dei clienti del food delivery, degli esperti della ristorazione da cui farsi consigliare al meglio.

Un’ulteriore attuazione dell’innovazione digitale è strettamente correlata ai motori di ricerca per ristoranti o per ricette specifiche (marketplace).

I Sistemi informativi consentono di gestire i processi di lavorazione e il controllo di filiera

Senza tralasciare i sistemi informativi che ci permettono di gestire i processi di lavorazione, trasformazione e stoccaggio, il controllo di filiera e la certificazione dei prodotti. Ecco perché è importante raggiungere un modello che mira ad una innovazione di tutta la filiera.
Ci si focalizza sempre di più sull’utilizzo delle tecnologie digitali per contribuire ad aumentare la competitività nel settore food. Da un lato si vuole garantire la qualità dei prodotti. Dall’ altro si vogliono rendere più efficienti i processi.

L’innovazione digitale è un utile supporto nella tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera. Ha inoltre un ruolo trasversale per la qualità e la sostenibilità alimentare.

Food e digitale: un potenziale per l’Italia ancora inespresso

I consumatori italiani sono sempre stati propensi all’utilizzo di servizi digitali per quel che riguarda il food. Anche se l’Italia, in questo settore si trova un passo indietro rispetto all’Europa dove nel 2017 il food e- commerce ha raggiunto quasi 15 miliardi di dollari (+23,5%). Mentre i food delivery service valgono 10,8 miliardi di dollari.

Esistono però ampi margini di crescita per il nostro paese. Crescita che potrà concretizzarsi puntando sull’innovazione tecnologica lungo la filiera, sull’evoluzione strategica dei modelli di business. E non ultimo sulle nuove frontiere del digital marketing e della logistica.

Il food deve per forza passare attraverso l’innovazione digitale con l’ausilio di tecnologie come per esempio la blockchain, una sorta di registro digitale e i big data.

Alla ricerca di una connessione tra i canali tradizionali e i canali digitali

La scommessa nel settore food si può vincere investendo appunto sulla tecnologia digitale. Un’evoluzione che toccherà ogni ambito, dalla filiera ai modelli di business. Con l’intento di raggiungere un connubio sempre più stretto tra i canali tradizionali e quelli digitali.

E’ importante inoltre trasformare il momento dell’acquisto, in questo caso del cibo, in esperienza. Trasformare un’acquisizione, in un acquisto esperienziale si può, grazie anche alla proposta di nuovi servizi (come suggerimenti di ricette, abbonamenti, packaging, etc.).

Ma anche grazie all’utilizzo di assistenti vocali che stanno creando nuove modalità di interazione con chi si appresta a concludere un ordine online. Vedi per esempio l’avvento del terminale Alexa di Amazon, che si associa all’Assistente di Google per dare il via anche in Italia al nuovo mercato della vocal search.

Lo sviluppo del commercio digitale italiano ha un effetto significativo anche sulle filiere logistiche e distributive. I servizi di consegna, la gestione dei magazzini e dei flussi, la mobilità delle città e la normativa per il trasporto del food sono solo alcuni degli argomenti su cui i player dell’e-commerce stanno ponendo l’attenzione. Al fine di offrire esperienze sempre più soddisfacenti per il consumatore ed efficaci per il business.

Attualmente il principale servizio utilizzato è la consegna della spesa a domicilio, ma si stanno sviluppando anche formule di ritiro diverse presso il proprio punto vendita (click&collect, clic&go ecc..).

L’importanza del digital export per promuovere i prodotti Made in Italy nel mondo

Senza dimenticare la possibilità di promuovere i prodotti made in Italy all’estero con iniziative di digital export, in paesi, come la Cina, che possono assorbire la nostra offerta e che sanno apprezzare la qualità del nostro food & beverage.

Ice- Agenzia, per esempio,  ha messo a punto una strategia digitale per sostenere il Made in Italy sui mercati internazionali. Non poteva essere altrimenti in un settore sempre più dominato dal marketing omnichannel. Basti dire che  le vendite retail supereranno, quest’anno, quota 3.400 miliardi di dollari, stando agli ultimi dati di Statista, rispetto ai 2.800 miliardi del 2018.

Un enorme potenziale per i prodotti di fascia medio alta e luxury, soprattutto in paesi come Stati Uniti, Cina e in alcuni mercati europei più ricettivi al digitale. L’obiettivo è duplice: agevolare e incentivare l’accesso delle aziende italiane, soprattutto PMI, ai canali distributivi online (marketplace internazionale e retailer digitali) e generare traffico.

Gli accordi con i  top retailer digitali per incrementare l’export Made in Italy

Tre i punti su cui si basa la strategia di Ice. In primis laccordo con i principali marketplace globali per incentivare traffico sui negozi virtuali italiani presenti sulle piattaforme.

In secondo luogo l’accordo con i principali retailer digitali dei settori più importanti dell’export Made in Italy. Un esempio su tutti l’accordo con Ocado.com top retailer digitale nel settore food nel Regno Unito. Un progetto che ha visto l’incremento del 15% delle referenze italiane presenti ed un raddoppio del cash added value dei prodotti italiani al termine della promozione.

Senza tralasciare, infine, gli accordi con i retailer tradizionali.

Il potenziale di crescita per l’Italia è alto. Basti dire che il comparto food e arredamento insieme coprono il 22% delle vendite online all’estero, secondo i dati del rapporto e-commerceICE Politecnico di Milano. Un potenziale che però al momento resta inespresso in Italia, sia per la scarsa propensione delle aziende a vendere online rispetto ai competitor, sia per la quota ancora contenuta dell’export Made in Italy che viaggia tramite web.