Bando alla plastica, le nuove normative europee sul tema biologico  parlano chiaro. In Italia già da quest’anno è vietata la…

Bando alla plastica, le nuove normative europee sul tema biologico  parlano chiaro. In Italia già da quest’anno è vietata la produzione di prodotti in plastica tra cui cannucce, posate, piatti ecc..che costituiscono il 49% dei rifiuti marini. L’emergenza è talmente grave che il Parlamento europeo ha approvato la normativa con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti

In quest’ottica, ma anche per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più attenta al rispetto dell’ambiente hotel e ristoranti si impegnano a sposare una filosofia platic free

Abbiamo parlato in un precedente articolo di hotel eco-sostenibili Ma come rendere un bar o un ristorante eco-friendly? Vediamo di seguito alcuni spunti.

Buffet plastic free

Il momento dell’aperitivo è l’appuntamento clou per il vostro locale? Allora i piatti di porcellana possono essere una valida alternativa ai classici piattini in plastica. Se però non volete rinunciare alla comodità del monouso potete optare per stoviglie realizzate con materiali riciclati, riciclabili o biodegradabili, per esempio in bioplastica, un materiale rinnovabile di origine vegetale. Non mancano prodotti creati con la cosiddetta polpa di cellulosa, oppure piatti e posate di carta che possono essere riciclati.

Cannucce sì ma in carta o in acciaio

Nei cocktail la cannuccia in plastica è un elemento irrinunciabile. Esistono però delle alternative bio come per esempio la cannuccia di carta colorata, biodegradabile e altamente scenografica. L’unico neo è che rischia di consumarsi sul fondo se rimane troppo tempo a contatto con il liquido della bevanda. Si possono però utilizzare cannucce in bambu altrettanto scenografiche ed ecologiche.
Oppure ancora la cannuccia in acciaio ormai diventata di tendenza nei cocktail bar più gettonati: eco-friendly, riutilizzabile e resistente ai frequenti lavaggi. Infine c’è anche la cannuccia in vetro da maneggiare con cura. Il design e la trasparenza fanno di un drink un piccola opera di design

Bio take away

Se un ristorante offre il servizio di take-away dovrà adeguarsi utilizzando contenitori adatti e realizzati con materiali bio. La bagassa, per esempio, è uno scarto della lavorazione della canna da zucchero che per la sua resistenza è ideale per i packaging dei cibi. Si presenta simile al cartone, ma è più ecologica.

Per l’asporto si potrebbero utilizzare piatti, contenitori e coperchi in P.L.A., una famiglia di biopolimeri derivanti da amido di mais biodegradabili al 100%.

Molto richiesti sono anche tutti i prodotti in legno e bambù per alimenti. I ristoratori possono scegliere tra una vasta gamma di vassoi, ciotole, posate e contenitori di diverse dimensioni. Le posate in bambù sono dei veri e propri oggetti di design e sono completamente biodegradabili.

Il ristorante? Meglio se ad impatto zero

Vista la crescente attenzione da parte dei consumatori verso i prodotti a basso impatto ambientale un ristorante green potrebbe essere la risposta.
Ma come fare? E’ importante scegliere, in primis, le giuste materie prime con cui realizzare i propri piatti. Quindi sì ai prodotti biologici, ma soprattutto alle materie prime locali a km zero e di stagione. Senza tralasciare pane e pasta rigorosamente fatti a mano.

Se la plastica deve essere completamente bandita a tavola ci sono alternative bio che piacciono molto alla clientela. Un esempio? Le stoviglie “commestibili”, come i cucchiaini di cioccolato che accompagnano le tazzine di caffè. E una certa attenzione deve essere garantita anche quando si serve da bere.

Agricoltura biologica

Arredo “green” di design

La filosofia green di un ristorante passa anche attraverso la scelta degli arredi interni. Meglio puntare su prodotti realizzati con legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile o su quelli Ecolabel, promossi dall’Unione europea per il loro basso impatto ambientale
E’ consigliato per esempio l’utilizzo di pallett e o di quei materiali di riciclo che aiuteranno a rendere il vostro locale più rispettoso dell’ambiente. Con un occhio di riguardo allo stile.

Oltre agli arredamenti è necessario porre l’attenzione sui consumi.  Aprire un un bar o un ristorante significa mettere in moto una vera e propria macchina ad alto tasso di consumo energetico. Un esercizio sosetnibile  deve essere studiato nei minimi dettagli per “impattare”, nel minor modo possibile, sull’ ambiente scegliendo, per esempio, elettrodomestici con classe di consumo alta o altissima.

Dall’arredamento alla carte del menu, tutto in un ristorante può diventare “bio”. Con un’attenzione particolare alle lampadine, all’impianto di riscaldamento, al riciclo di materiali fino al risparmio idrico ed energetico. Per esempio con l’utilizzo del fotovoltaico.

La ristorazione sostenibile: le pratiche più innovative

Il ristorante sostenibile più che una pratica virtuosa sta diventando una vera e propria necessità. Sono sempre di più, infatti, i locali che sposano idee e pratiche innovative. L’obiettivo? Arrivare allo spreco zero e impattare il meno possibile sull’ambiente.

Per sposare appieno questo mood si può prendere spunto dal  ristorante più sostenibile del mondo, “Azurmendi” dello chef basco Eneko Atxa. Il locale dal 2012 raccoglie nella campagna di Larrabetzu riconoscimenti e certificazioni. Costruito da zero  con materiali riciclati, l’edificio che ospita il ristorante usa energia geotermica e solare e raccoglie l’acqua piovana. Gli scarti sono interamente compostati. Mentre  un furgone elettrico ha il compito di ritirare ogni mattina le materie prime dai produttori locali. Nel parcheggio non possono mancare le colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

In tema di locali ecosostenibili, nel londinese Native si utilizzano tazze  fatte di chicchi di caffè e alghe. Mentre gli arredi sono realizzati in legno (recuperato da un vecchio teatro). Gli scarti, bucce di frutta e verdura e pelli di pesce, sono usati per chips e snack da proporre ad inizio pranzo. Creativi, ma soprattutto buoni.

Il Septime di Parigi, invece,  ha ottenuto il titolo di Miglior ristorante sostenibile 2017 nella classifica dei 50 migliori ristoranti dell’anno. Il 99 per cento del cibo è locale, l’80 per cento del menù è vegetale, si promuove la conservazione dei semi, la carne che viene utilizzata proviene da animali allevati secondo il metodo biologico, il pesce, che proviene da stock sostenibili, viene pescato su piccola scala, il vino è biodinamico.

Anche il ristorante/caffetteria Silo a Brighton abbraccia la filosofia “zero waste”, ossia zero rifiuti, nel tentativo di ridurre al massimo gli scarti e gli sprechi. I prodotti sono a km zero e nella struttura c’è anche un macchinario per produrre il compost dagli scarti. Da Silo, inoltre, si usano antiche varietà di cereali e si evitano le raffinazioni alimentari. L’arredamento (di design) è realizzato con materiali riutilizzati e totalmente riciclabili così i piatti e i bicchieri.