Leggo in queste ore la notizia che Flavio Briatore ha commentato il portale del turismo italiano VeryBello, che dovrebbe essere la nostra vetrina…

Leggo in queste ore la notizia che Flavio Briatore ha commentato il portale del turismo italiano VeryBello, che dovrebbe essere la nostra vetrina più autorevole in occasione di Expo 2015, e che invece fatica a decollare. D’altronde, come potrebbe avere successo un sito dedicato ai turisti di tutto il mondo se questo è disponibile sono in italiano e in inglese?

Briatore ha ragione, ma è facile sparare sulla croce rossa. Perché di questo si tratta: se osserviamo bene VeryBello, ma più in generale tutta la politica del turismo progettata e sviluppata negli ultimi venti anni dai governi che si sono susseguiti, per me non è una questione di colore politico; è il modello di business che non c’è.

La possibile soluzione per il turismo italiano

Questo è il motivo per cui in modo provocatorio vedo nella figura di Briatore una probabile soluzione: perché ritengo, da addetto ai lavori che ogni giorno fa impresa e opera per far prosperare il turismo italiano, che un approccio imprenditoriale a questa faccenda forse produrrebbe risultati migliori (di sicuro rispetto agli attuali).

Ma questo, come afferma Briatore, è vincere facile. E’ chiaro che l’Italia è un brand, è il sogno di tutto il pianeta che vuole almeno una volta visitare il Bel Paese, il numero più alto di opere d’arte è a casa nostra, bla bla bla… tutta questa filosofia sul turismo italiano già la conosciamo. Allora come fare? Ora vi racconto una storia.

Una perla nel settore del turismo italiano: Scanno

C’è un piccolo borgo, tra i cento più belli in Italia, che si chiama Scanno. Si trova in Abruzzo, è bello, anzi bellissimo, per quanto dimenticato dalle rotte turistiche. Di speciale c’è che ha deciso di non aspettare VeryBello, si è messo in gioco. O meglio gli operatori del luogo, capitanati da un tenace loro pari. Ecco il segreto: mettere insieme gli imprenditori che hanno voglia di fare sistema, e con un innamorato di Scanno – io – creare un progetto turistico.

 

In cosa consiste? Nulla di filosofico, nulla di roboante, nulla di finanziato. Niente storia della rana e della fava, già sentita nel turismo italiano: prima finanzi un progetto, poi lo cofinanzi, poi lo metti con gli altri, che lo inseriscono in un altro mega progetto, che alla fine non si sa dove arriva. Le tue camere nel frattempo chi le vende? I tuoi coperti al ristorante chi li occupa?

Partendo da questi elementi (che il progetto non doveva avere), il gruppo di imprenditori trasversali di Scanno – hotel, agriturismi, ristoranti, negozi di abbigliamento, orafi ed altre categorie non primariamente interessate – hanno messo mano al portafoglio per creare un progetto commerciale.

Esso prevede la formazione agli operatori per essere preparati a creare network, a fare per primi commercializzazione, e ad utilizzare gli strumenti che il mercato mette a disposizione gratuitamente. Sempre in questa fase progettuale, questi imprenditori del turismo italiano si sono dotati di uno strumento di vendita contenente tutte le informazioni su cosa si può fare nel territorio.

Ma a guidare il progetto di Scanno è la domanda: come coltivarla per finalizzare contatti commerciali? Questo è possibile perché il progetto è delle imprese, che mettono i loro soldi e il loro tempo. Bravi i miei amici Scannesi: un bell’esempio di come fare sistema e sapersi creare le opportunità. E poi, chi prima riparte, vince. E questi imprenditori l’hanno capito bene.