E’ un dato di fatto. Il turismo gastronomico, tra le più importanti fonti di occupazione nel mondo, negli ultimi anni…

E’ un dato di fatto. Il turismo gastronomico, tra le più importanti fonti di occupazione nel mondo, negli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale.

A prescindere dalla motivazione di viaggio i turisti sono sempre più orientati e richiedono sempre più spesso momenti legati alla gastronomia in tutte le sue forme. Allo stesso modo si riscontra la presenza del turista eno gastronomico puro che si muove con questa specifica motivazione e che a livello mondiale è pari circa al 49% annuo.

I nuovi trend  illustrati al World Forum on Gastronomy Tourism

Non si tratta più di un semplice settore di nicchia. Oggi il 20% dei turisti, infatti, sceglie di fare un viaggio anche in relazione alla capacità attrattiva della destinazione. E investe fino al 30% del proprio budget in esperienze gastronomiche.

Sia che si tratti di ristoranti, degustazioni, food. Sia che si tratti di acquisto di prodotti enogastronomici. Bando quindi a pochi piatti globalizzati della continental cuisine come unica opzione possibile per le strutture ricettive.

E’ quanto è emerso nel corso della quinta edizione del World Forum on Gastronomy Tourism ovvero il più importante appuntamento in ambito mondiale dedicato al Turismo Gastronomico.
L’evento organizzato a San Sebastian dal BCC Basque Culinary Center e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo OMT/UNWTO, ha ospitato oltre 700 delegazioni giunte appositamente da oltre 80 Paesi. Erano presenti rappresentanti del governo locale e nazionale, chef, imprenditori, accademici e tutti gli operatori del settore dell’ospitalità.

Si è fatto il punto sulle nuove tendenze in tema di turismo e gastronomia,. Ma anche sulla promozione del turismo gastronomico come strumento dello sviluppo sostenibile dei paesi, in virtù del suo stretto legame con i prodotti e la cultura locali. Si è parlato inoltre di creazione di occupazione e promozione dell’imprenditorialità e di buone pratiche per sviluppare destinazioni turistiche competitive e sostenibili per la gastronomia.

I numeri del turismo enogastronomico in Italia

I dati di settore, pubblicati nel rapporto annuale sul turismo enogastronomico in Italia, parlano chiaro: nel 2018, rispetto all’anno precedente, è cresciuto del 48% , l’interesse dei turisti per le esperienze legate al cibo, al vino e alle tradizioni alimentari made in Italy.

Chi viaggia è alla ricerca, sempre più, di esperienze che raccontino con autenticità le tradizioni e la storia gastronomica di un dato luogo.

Tra le attività più gettonate ci sono le degustazioni di prodotti tipici, la visita ad un mercato (82%), la ricerca di bar e ristoranti storici (72%), la visita alle aziende agricole (62%) o nelle cantine (56%). Si ricercano piatti e prodotti tipici del luogo che si sta visitando. Ma anche esperienze a tema legate al mondo della gastronomia. Come per esempio la visita ad una fabbrica di cioccolato o la partecipazione a tour tematici.

Il turista gastronomico tipo non ha un’età specifica.Tutte le generazioni sono coinvolte. Compresi i millenials con un interesse in crescendo.

New economy per creare nuove destinazioni turistiche gastronomiche

Trattandosi di un settore in costante crescita non ci si può più affidare esclusivamente all’ improvvisazione. Servono professionalità specifiche e per creare le nuove destinazioni turistiche gastronomiche.

Così come sono fondamentali tutti gli strumenti della new economy per proporre a chi viaggia un’offerta sempre più precisa e mirata, che non lascia nulla al caso

Adesso che il travelfood ha iniziato ad esprimere tutte le sue potenzialità è fondamentale investire in formazione, ricerca e sviluppo.

In sintesi la risorsa umana rimarrà il fulcro di questo settore e richiederà nuove competenze trasversali. Ma anche una adeguata formazione, come per esempio gli hospitality manager per le aziende food and wine.

Il digitale avrà sempre più importanza sulla customer experience di chi viaggia in particolare per le nuove generazioni. All’estero, infatti, il turismo gastronomico muove i millenials che dimostrano un forte interesse  a tal proposito, non solo in Europa, ma anche nei paesi emergenti come per esempio l’India e la Cina.

Le tecnologie e tutte le possibili applicazioni in questo ambito contribuiranno a rendere le esperienze più immersive e coinvolgenti sia nella fase di scelta della destinazione, sia nella fase di fruizione.
Senza mai tralasciare il fattore umano, appunto, decisivo in un ambito, che ruota intorno alle relazioni e alle conoscenze culturali. Innovazione, robot, nuove tecnologie, per quanto necessarie e complementari allo sviluppo del Turismo Gastronomico non potranno mai sostituirsi completamente all’uomo.

Le start up del Turismo gastronomico

Il world forum on Gastronomy Tourism ha ospitato anche la prima edizione del Global Gastronomy Tourism Startup Competition. Sono stati premiati due progetti innovativi, che si concretizzeranno a breve.

Il primo si chiama Bitemojo Taste the Universe, un progetto Israeliano che permette di scoprire e acquistare attraverso una app tour gastronomici nei 5 continenti (per il momento solo in 11 città del mondo).

Mentre il secondo si chiama Difiny ed è un progetto giapponese. Si tratta di un traduttore istantaneo di menu che può riconoscere e tradurre in ogni lingua del mondo i nomi dei piatti. Ma anche  ogni termine a carattere gastronomico, dagli ingredienti agli utensili da cucina, permettendo d’interagire con i ristoranti e tra gli utilizzatori

Case History di successo

Nel corso del forum sul turismo gastronomico c’è stato tempo per studiare le case history di successo. In primis un esempio virtuoso di turismo legato alla gastronomia ovvero il villaggio di Ubud nel cuore di Bali in Indonesia. Si tratta di un centro di artigianato e in cui si preserva la cultura tipica del luogo. Circondati da foreste tropicali e risaie terrazzate, si può fare visita ai templi e ai santuari indù.

Ubud però è anche e soprattutto una destinazione perfetta di turismo gastronomico, grazie alla collaborazione tra alcune strutture ricettive e ristoranti che valorizzano i produttori, i prodotti e i piatti locali. Inoltre qui è stata bandita la plastica, e c’è un’attenzione sempre più forte nei confronti del tema ecologico/ambientale.

Parma, esempio eccellente di “paesaggio gastronomico”

Per quel che riguarda l’Italia, Parma apre la strada alle best practice del turismo gastronomico grazie al progetto Parma UNESCO Creative City of Gastronomy. Un calendario di eventi food nella città ducale nel 2019.

Tra questi, Cibus Off, in concomitanza con Cibus Connect e il ciclo di appuntamenti “Giardini Gourmet”, un format che abbina verde urbano, cucina d’autore e cultura. Il mese più intenso è quello di settembre, con “Settembre Gastronomico”: quattro settimane di eventi, dedicate ognuna a un’eccellenza made-in-Parma. Ad aprire idealmente questa kermesse, la Cena dei Mille e a a raccogliere il testimone di Carlo Cracco, guest chef nel 2018, sarà il tristellato Norbert Niederkofler.

Parma rappresenta un eccellente esempio di “paesaggio enogastronomico”: Questo concetto racchiude l’insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotti tipici che i turisti valutano con sempre maggiore attenzione quando devono scegliere la meta dei loro viaggi.

Nel 2020 la città emiliana sarà la capitale Italiana della Cultura. Uno dei driver di crescita individuati dal Comune di Parma e dalla Fondazione Parma UNESCO City of Gastronomy – è rappresentato appunto dal cibo.

Non a caso Parma è la prima città italiana per valore delle produzioni DOP e IGP, in una Regione, l’Emilia-Romagna, che vanta il record europeo di certificazioni DOP e IGP, ben 44. Culla di prodotti tipici come Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP ecc..

E’ riconosciuta come capitale della Food valley italiana. A ciò si aggiunge la forza del brand Unesco, dato che Parma appartiene al network delle Città Creative della Gastronomia.