La vendita di alloggi è già un ricordo: in un mercato in continua evoluzione, nemmeno Airbnb può dichiararsi immune al cambiamento….

La vendita di alloggi è già un ricordo: in un mercato in continua evoluzione, nemmeno Airbnb può dichiararsi immune al cambiamento. Il colosso ha anzi deciso di diventare ancora più grande.

La notizia arriva nel bel mezzo di una battaglia mondiale contro gli affitti brevi. Airbnb, con un messaggio forte e chiaro, lancia la nuova piattaforma Trips, omonima app di viaggio dedicata non solo agli alloggi ma all’intera esperienza di viaggio. Gli utenti di Airbnb Trips possono infatti prenotare online quasi tutto quello che serve per la vacanza, andando oltre la principale attività del colosso, quella di affittacamere.

La scelta di Airbnb è chiara. Vuole far compagnia all’ospite per tutta la durata del soggiorno, proprio come un’agenzia viaggi. Airbnb Trips sarà una sorta di concierge virtuale per aiutare i turisti a organizzare i più piccoli dettagli del proprio viaggio, scegliendo i servizi direttamente dalla app.

Le proposte di Airbnb Trips

Insomma, oltre alle case d’ora in avanti Airbnb venderà un insieme di attività, anch’esse condivise con la popolazione locale. In particolare la nuova piattaforma propone 3 sezioni:

  1. Case: questa finestra assolve l’originaria funzione di prenotazione di un alloggio, secondo un concetto di house sharing che abbiamo approfondito nel precedente articolo dedicato ad Airbnb.
  2. Esperienze: il concetto al centro della strategia. Qui la app inserisce le attività di qualsiasi tipo tenute da esperti locali e acquistabili indipendentemente dall’alloggio. Lezioni di cucina, surf, food tasting, yoga, equitazione, giardinaggio… e chi più ne ha più ne metta. Un aspetto meritevole da segnalare è che alcune delle esperienze proposte sono organizzate da enti no profit con lo scopo di raccogliere fondi per le proprie ONG. La parola d’ordine è sempre e comunque “Condivisione”, fedelissima al modello di sharing di Airbnb.
  3. Luoghi: un centinaio di guide e audio itinerari ideati direttamente dagli host locali. Ogni brochure digitale descrive le location da visitare, con tanto di mappa e contatti.

A completare il poker arriveranno poi voli e servizi, come annunciato dal giovane Ceo Brian Chesky. Airbnb Trips permetterà presto di prenotare quasi tutto il necessario attraverso nuove funzioni, migliorando la app fino a generare suggerimenti personalizzati in automatico.

L’obiettivo del recente comunicato ufficiale è forse quello di distogliere l’attenzione dalla implacabile discussione su tasse e modalità di regolamento degli affitti privati? Chissà… Intanto Airbnb si apre a queste nuove esperienze mettendo le mani avanti: le commissioni per gli host saliranno al 20% (contro il 3% richiesto fino ad oggi sull’home sharing) e d’ora in poi ogni utente dovrà presentare il proprio documento di identità, la cui veridicità sarà garantita tramite la corrispondenza con un selfie.

Trips o non Trips, in Italia il gigante dell’home sharing continua a far discutere. Sopratutto dopo che Matteo Renzi ha escluso dalla manovra 2017 l’emendamento sulla cedolare secca, allontanando così anche la possibilità di dare maggior trasparenza al mercato.

Dal canto suo, Airbnb si dichiara “dalla parte delle regole” e sta provando a costruirsi un’immagine seria e affidabile. Sarà la volta buona?