I numeri variano in base alle fonti ma, facendo una media delle statistiche disponibili, i single in Italia si aggirerebbero…

I numeri variano in base alle fonti ma, facendo una media delle statistiche disponibili, i single in Italia si aggirerebbero oggi sugli otto milioni. Nello specifico, l’ultima indagine Coldiretti ricorda che il segmento si compone di un milione e mezzo tra celibi e nubili sotto i 45 anni cui, nella stessa fascia di età, si aggiungono 416mila separati e divorziati e 14mila vedovi.

Procedendo con la maturità anagrafica, nella forbice di italiani compresi tra i 45 e i 65 anni, quelli che vivono soli ammontano a 2,1 milioni (di cui 912mila celibi e nubili, 876mila separati e divorziati e 261mila vedovi), mentre gli over 65 sono 3,7 milioni, con un 75% di vedovi. Migliaio più migliaio meno, sarebbe dunque questo il campo in cui nel 2017 si giocherà la partita del turismo single, un fenomeno destinato a crescere, secondo gli osservatori di mercato, in maniera sostanziale almeno fino al 2026.

Giusto per avere un ordine di grandezza, per l’anno appena inaugurato il coefficiente di incremento rispetto al 2016 dovrebbe attestarsi sui 9 punti percentuali. Il dato emerge dal Report Single Traveller realizzato da SpeedVacanze.it, tour operator specialista della nicchia che, non pago della semplice fotografia numerica, presenta anche un’interessante suddivisione per tribù dei turisti single, opportunamente sfruttabile per strategie e azioni di marketing alberghiero.

10 categorie di turisti single

Secondo Roberto Sberna, direttore generale di SpeedVacanze.it, il bacino dei turisti single è infatti frazionabile in una decina di sottogruppi, in testa ai quali si pone quello degli edonisti, cioè di quelle persone che partono per il solo, puro piacere di viaggiare. Seguono gli appassionati di vacanze natura, da cui per il 2017 – decretato dall’UWNTO Anno del Turismo Sostenibile –  ci si può ragionevolmente attendere un’accresciuta sensibilità per il tema e conseguentemente una più accentuata predilezione per quei territori e quelle strutture che dimostreranno un concreto impegno in materia. Il podio si chiude infine con quei single che alla vacanza chiedono puro relax, riparando in qualche centro termale oppure in località non necessariamente connotate dal punto di vista geografico, purché tranquille.

Queste, in sintesi, le dieci tipologie segnalate da SpeedVacanze.it, su cui costruire le nuove strategie di marketing alberghiero:

  1. La Tribù degli Edonisti.
    Si mettono in viaggio per puro piacere, alla ricerca di nuove occasioni di svago e di divertimento. Costituiscono il 23% dei turisti single.
  2. La Tribù degli Avventurosi.
    Prediligono i luoghi esotici e la natura. Sono alla ricerca di destinazioni sempre nuove ed amano esplorare a fondo i luoghi in cui si trovano. Rappresentano il 16% del totale.
  3. Tribù del Relax.
    La loro principale preoccupazione è rilassarsi e allontanarsi dallo stress della vita quotidiana. Preferiscono trascorrere i fine settimana alle terme e le vacanze in una tranquilla località di mare, di montagna o di campagna. Costituiscono il 15% dell’utenza.
  4. Tribù della Cultura.
    Prediligono le città d’arte e i musei, mettendosi spesso in viaggio anche solo per visitare una mostra. Amano l’arte e la cultura e viaggiano spesso verso le capitali europee per scoprire le loro caratteristiche architettoniche e i loro gioielli artistici e culturali. Costituiscono il 13% del totale.Turisti single: conquistali con le migliori strategie di marketing
  5. Tribù degli Sportivi.
    Sono appassionati di sport e non vogliono rinunciarvi neppure in vacanza. I loro viaggi sono quindi pianificati in funzione del loro sport preferito. Rappresentano il 9% del totale.
  6. Tribù dei Social-Glamour.
    Ricercano le esperienze più glamour possibili, prediligendo luoghi scenografici da poter condividere sui social network. Per avere da un viaggio la massima gratificazione vogliono essere visti dagli altri. La loro quota di mercato si attesta  all’8%.
  7. Tribù dei Serial Traveller.
    Attribuiscono una grandissima importanza all’esperienza di viaggio, di cui parlano continuamente. Sono sempre pronti a partire e organizzano mediamente almeno un viaggio ogni due mesi. Costituiscono il 6% del totale.
  8. Tribù degli Istintivi.
    Prenotano sull’onda delle suggestioni ricavate da foto, libri e racconti, ma la decisione finale avviene in modo istintivo e totalmente autonomo. Rappresentano il 5% della domanda.
  9. Tribù del Comfort.
    Desiderano avere tempo da dedicare a se stessi, senza necessariamente avere un obiettivo di viaggio. Prediligono esperienze di vacanza di livello lusso e costituiscono il 3% della clientela.
  10. Tribù dei Razionali.
    Per nulla istintivi, prenotano dopo aver attentamente monitorato e confrontato le offerte più vantaggiose. Rappresentano il 2% del totale.

Single in rosa

Terminata la carrellata firmata SpeedVacanze.it, aggiungeremmo per completezza una ulteriore sottocategoria posta questa volta in evidenza dai report che giungono dagli Stati Uniti, forse un po’ distanti ma anche noti per essere anticipatori di importanti tendenze. Si tratta di un segmento di cui avevamo parlato qui e che dall’altra parte dell’oceano connotano come solo female travel, cioè quello spicchio di turismo single generato dalle donne che viaggiano sole. Alcuni sostengono che su molti mercati possa registrare percentuali di crescita addirittura a tripla cifra (230% secondo alcune rilevazioni effettuate negli Stati Uniti), sottolineando però che si tratta di un segmento estremamente delicato. Perché il rischio, ricordano, è quello di dare vita a un prodotto ‘di genere’, discriminante e pertanto potenzialmente inviso alla clientela chiamata in causa.

Tre, secondo gli esperti americani, sarebbero allora le regole da tenere a mente per non incorrere nel suddetto errore:

  • incentivare la clientela femminile – inclusa quella che non viaggia da sola – a lasciare commenti e impressioni sulla struttura e sul territorio, sfruttando poi le informazioni ottenute per migliorare l’offerta dedicata, individuandone i punti di forza e contrastandone le criticità;
  • creare ambienti confortevoli e sicuri per le donne che viaggiano sole, non soltanto in hotel ma anche sul territorio, grazie alla collaborazione con gli operatori locali;
  • dare vita a comunità virtuali attraverso siti accessibili alle sole viaggiatrici, in cui possano scambiarsi impressioni ed esperienze sulla vacanza.

Tutto questo a ulteriore conferma del fatto che ormai, per tutte le fasce di utenza e per la clientela di ogni età, non è più il numero delle stelle a definire il grado di qualità del servizio, ma la sua capacità di adattamento alle esigenze di ciascun ospite. In questo caso dei turisti single.