Quante volte abbiamo sentito la stessa frase da politici, presidenti di enti, e tanta altra gente che finge di capire…

Quante volte abbiamo sentito la stessa frase da politici, presidenti di enti, e tanta altra gente che finge di capire di Turismo e sistemi integrati territoriali ma nemmeno la finzione gli riesce così bene.

Facciamo un po’ di chiarezza e cerchiamo di rendere utile questa lettura.
E’ chiaro che parlando di territori, di promozione territoriale, necessariamente parliamo di un sistema, di un qualcosa che assomiglia ad un modello di business in cui gli attori del territorio ne diventano anche animatori; perché il tutto funzioni serve però un piano di marketing con obiettivi chiari e condivisi e questa è la parte più complessa da gestire. Diversamente si rischia di mettere sul mercato un sacco di strumenti anche ben fatti ma disgregati tra di loro che produce un effetto nullo sul mercato commerciale.

Vediamo un caso di applicazione pratica, si tratta del territorio che copre 14 comuni sull’asse Appennino Tosco Romagnolo,  area molto interessante perché attraversa un Parco Nazionale,  città come Firenze fino ad arrivare a comuni Romagnoli molto vicini al mare come Castrocaro Terme e Terra del Sole, cittadella di fondazione medicea voluta dal Granduca di Toscana Cosimo de Medici.
Sulla carta c’è un offerta ampissima, si passa dalla cultura con Firenze come capofila per arrivare nelle vicinanze di Forli con lo splendido complesso museale del San Domenico, c’è il Termalismo con Castrocaro Terme ma nei 14 Comuni ci si avvicina molto a Bagno di Romagna altra nota località per il termalismo, c’è turismo religioso con Eremo di Monte Paolo nel comune di Dovadola,  la tomba di Benedetta Bianchi Porro già beata e in via di santificazione, c’è la natura con il Parco Nazionale delle foreste Casentinesi e la cascata dell’Acquacheta citata da Dante nella Divina Commedia, c’è il trekking ed infine ma non certo per importanza, una tradizione enogastronomica importante e molto ricca di prodotti.

Ma i turisti come li portiamo?

Offerta, manca un offerta integrata perché le strutture sono disomogenee, quindi, serve un prodotto che ragioni in multi target, i numeri che il territorio può sostenere sono relativamente piccoli e questo è un bene per non deturpare la naturalezza e autenticità del territorio stesso, di  conseguenza crescono i costi di logistica che già sono alti perché i 14 comuni coprono un ampissimo territorio. Si aggiungono anche le logiche locali dove ogni comune non vuole mollare nulla e perdere peso politico, questo fa si che difficilmente si riesce a creare un format spendibile sul mercato.

Personalmente confido nel web che può saltare confini territoriali e agire su larga scala, per fare marketing territoriale vero servono prima di tutto un nome e un cognome della destinazione, in questo caso Romagna Toscana superando così gli individualismi dei singoli Comuni e subito dopo un’azione massiccia per creare la marca. Creata la marca si può pensare a pacchetti o offerte, diversamente è come aprire un ospedale, mettere l’arredo senza avere, ne sapere chi saranno i pazienti.

Ecco un altro caso che invece funziona molto bene, si tratta dell’Ente del Turismo di Portoroz in Slovenia, sono riusciti a fare sistema sfruttando le eccellenze del territorio, facendo un geo marketing accurato per capire dove i mercati potessero essere più appetibili e infine hanno egregiamente applicato il marketing dello storytelling. Alla guida del progetto un professionista con tanti anni di esperienza, Jadran Furlanic il direttore dell’Ufficio del Turismo che ci racconta quanto sia forte l’identità che sono riusciti a creare in quel luogo rispetto ad un’identità geografica che non era poi così forte. Nella comunicazione del racconto troviamo le facce di chi raccoglie il sale nelle saline di Pirano, i sorrisi delle massaggiatrici che utilizzano poi lo stesso sale per i trattamenti, le foto del branzino di Fonda vera e propria specialità locale già molto conosciuto nelle cucine degli chef gourmet di mezza Europa… è questo il successo, ci rivela Jadran.

Naturalmente prima che tutto questo diventasse una realtà ben posizionata, c’è stato un grosso coinvolgimento delle strutture ricettive, i letti, sono sempre quelli che dettano la linea. Uno dei primi gruppi che ha sposato questo progetto è stato Life Class www.lifeclass.net con sei strutture tutte collegate tra loro per poter coprire un ampio target di clienti e un offerta che mira al benessere e all’esperienza di grande livello, punta di diamante di questa struttura è il centro Ayurveda, completamente originale, dai prodotti, agli oli, agli arredi e un completo staff medico Indiano.

Davvero una bella e interessante realtà Portoroz, ha saputo riposizionarsi, fare sistema e creare attraverso un marketing territoriale di qualità un prodotto in linea con le richieste di mercato.