La fonte della ricerca è statunitense ma il terreno di indagine comprende l’Europa. Dunque, quanto stiamo per dire riguardo a…

La fonte della ricerca è statunitense ma il terreno di indagine comprende l’Europa. Dunque, quanto stiamo per dire riguardo a come promuovere l’hotel è validissimo sul suolo del vecchio continente, per tutti gli albergatori e gli operatori del turismo che qui lavorano trattando con la clientela italiana, europea o extraeuropea

Questa volta, il focus dell’analisi curata dal centro studi di marketing (CMT) dell’Università di Bentley, Massachusetts, è lo strumento promozionale cartaceo – per capirci, il buon vecchio dépliant turistico, la brochure e anche la guida – da molti erroneamente decretato ormai defunto ma in verità in forma smagliante, tanto da continuare a riscuotere ampi consensi presso ogni tribù anagrafica, dal segmento silver ai tanto corteggiati millennials per spingersi fino alla generazione Z, che comprende i nati dal 1995.

Dépliant, guide o brochure in cellulosa, soprattutto se graficamente curati e riempiti di contenuti interessanti, vengono infatti ancora abbondantemente utilizzati dai viaggiatori come oggetti per lo scambio di consigli e di informazioni su località, strutture ricettive, passatempi ludici e culturali. E lo studio prodotto dal CMT non lascia dubbi in merito: questo genere di promo-sharing riguarderebbe infatti ancora 4 turisti su 10 o, più precisamente, il 44% della clientela. Ma non è finita, perché di questi, oltre la metà (57%) sostiene di avere scambiato la documentazione con una o due persone; il 35% dice di averla sfruttata fino a tre o quattro volte, mentre l’8% dichiara che le proprie brochure sono passate per le mani di cinque (e in alcuni casi anche di più) fra amici e parenti.

Quanto costa promuovere l’hotel con materiale cartaceo?

Chi maneggia disinvoltamente la statistica ci sta insomma dicendo che nel momento in cui ci trovassimo a valutare il rapporto costo-contatto di una brochure stampata, commetteremmo un grave errore se non tenessimo conto del fatto che, come lo studio evidenzia, in molti casi lo stampato non esaurisce la propria vita tra le mani del primo lettore.

I costi per promuovere l’hotel su carta risulterebbero inoltre ulteriormente convenienti se si pensasse ad una produzione condivisa fra strutture ricettive e territorio. Lo studio CMT sottolinea infatti che i turisti conferiscono ancora oggi, in piena epoca web, un valore aggiunto ai materiali cartacei. Tutto questo sia ai fini della scelta definitiva delle strutture in cui soggiorneranno che nell’ottica delle attività da praticare in loco.

“Carta canta!”

Promuovere l’hotel sulla carta è insomma un metodo ancora in grado di incidere significativamente sulle scelte definitive del cliente, nel 48% dei casi quando consulta i materiali messi a disposizione dagli uffici di accoglienza e nel 24% dei casi quando li riceve direttamente dalle mani del concierge dell’albergo.

Come si potrà notare entrambe le percentuali non hanno nulla da invidiare ai coefficienti di influenza attribuiti dalla stessa analisi ai social media (27%) o alle app (21%). E il tasso di conversione in acquisto risulta anche molto interessante. A quanto sembra ben il 65% di chi consulta le brochure procederebbe poi all’acquisto concreto di servizi, soprattutto se legati ai passatempi offerti dalla località e dalle aree limitrofe.

La carta ha, insomma, ancora un indice di autorevolezza elevato, di oltre 80 punti percentuali sull’intera popolazione turistica. E stupisce scoprire che tra i diciottenni e gli over 55 non ci siano da questo punto di vista grosse differenze. Gli strumenti sfornati dalle tipografie per promuovere l’hotel influenzerebbero infatti ancora oggi l’87% dei viaggiatori in quell’ampia fascia di età, con una riduzione – minima ma curiosa – fra i turisti più maturi.

Quindi, ha senso continuare a stampare cataloghi e dépliant turistici?

Secondo i curatori dello studio

“i materiali stampati sono percepiti come autorevoli per la parte informativa e molto pratici ai fini della condivisione istantanea

Pur nella consapevolezza, come ho sottolineato in un precedente articolo, che la promozione cartacea deve essere sempre integrata con una strategia on line.

5 motivi per promuovere l’hotel off line

Per concludere in bellezza, gli stessi ricercatori hanno messo insieme 5 valide ragioni per promuovere l’hotel con dépliant, cataloghi e brochure:

  • 1 viaggiatore su 2 si procura almeno una brochure nel corso del proprio soggiorno;Conviene ancora promuovere l'hotel sulla carta?
  • nel 95% dei casi, i progetti di viaggio di questi turisti subiscono l’influenza – anche solo per una parte del viaggio – di quanto appreso dai materiali cartacei;
  • 4 visitatori su 5 effettuano variazioni di programma sulla base delle brochure consultate;
  • 2 turisti su 3 decidono di acquistare biglietti o merci varie pubblicizzate su carta;
  • 7 viaggiatori su 10 vengono a conoscenza di mostre, eventi e attrazioni varie grazie alle brochure stampate.

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E buon lavoro!