L’innovazione è una strategia valida anche per il breakfast? Gli addetti ai lavori non hanno dubbi: la prima colazione…

 

L’innovazione è una strategia valida anche per il breakfast? Gli addetti ai lavori non hanno dubbi: la prima colazione gioca un ruolo fondamentale per creare un’atmosfera accogliente e gradevole che induce il cliente a tornare.

Ottenere l’approvazione di ospiti sempre più informati e alla ricerca di un servizio sempre più rapido e professionale significa però rispondere alle esigenze di un pubblico che non sempre esterna le proprie necessità, anche quando le considera irrinunciabili.

È il caso della sicurezza alimentare e del gusto per il cibo sano: concetti che, quando abbinati, diventano efficacissimi in termini di marketing. In quest’ottica i produttori hanno già lavorato molto.

Prima colazione: tendenza “bio”

Sul mercato infatti sono disponibili diverse proposte di prodotti ecosostenibili. Per esempio: gli alimenti prodotti senza pesticidi, le bevande fredde ottenute con materie prime biologiche e su filiera corta certificata dai produttori, il caffè raccolto con sistemi che garantiscono la non contaminazione… Anche i big di settore si dimostrano attenti all’impatto ambientale: e così Lavazza ha introdotto tra le sue proposte ¡Tierra!, blend che proviene solo da aziende agricole certificate Rainforest Alliance, per sottolineare sia il rispetto verso colture e società sia la qualità del prodotto.

Il caffè vede poi una nuova rinascita con le micro torrefazioni e le proposte mono origine. Sempre in tema beverage, altro trend in espansione è quello degli estratti di frutta e verdura: tutto ciò che è “detox”, dalla clorofilla all’erba gatta, dal sedano ai broccoli, è oggetto di grande attenzione in una prospettiva di benessere e di vita in armonia con la natura.

Lo stesso orientamento di eco-sostenibilità e qualità vale anche per i formaggi e i consumi di pane e dolci, oggi lavorati con farine naturali, selezioni di grani da colture no ogm, alimenti a chilometro zero: insomma, proprio il contrario dello junk food.

Naturale e sano: la ricetta vincente

«L’evoluzione degli stili alimentari, a livello mondiale, mostra tendenze generali. I trend emergenti per la prima colazione sono il biologico, il vegetariano-vegano e i cibi cosiddetti “free-from”, adatti a persone con intolleranze o allergie» spiega il giornalista Andrea Mongilardi. «Autenticità e tipicità sono scelte premianti. Vanno però comunicate in modo adeguato e messe in risalto: raccontando la storia del produttore locale da cui provengono frutta e verdura (avere il proprio orto è diventato un plus), mettendo in evidenza la stagionalità dei prodotti, promuovendo ricette locali… Il filone etnico può avere una buona accoglienza, purché sia genuino: il finto non funziona».

La proposta di alimenti dedicati a specifiche esigenze di salute ottiene risultati positivi nel buffet della prima colazione?

«Le intolleranze, per esempio al glutine e alle proteine del latte, sono sempre più diffuse. Pensare a questi clienti è un’opzione interessante, a patto però di farli sentire speciali. L’approccio: “Ebbene sì, abbiamo qualcosa anche per voi, se proprio ce lo chiedete” è controproducente. I clienti non vanno accontentati, vanno soddisfatti e conquistati. Da tener presente poi che, se per gli italiani la prima colazione è ancora soprattutto dolce, per gli stranieri non è così. Una recente ricerca di hotel.info evidenzia come la colazione più richiesta – a livello internazionale – sia sempre l’English breakfast, preferita dal 39% degli ospiti. A farsi strada è soprattutto la formula proteica, composta da formaggi, salumi, salmone e, per qualcuno, anche un bicchiere di vino» risponde Mongilardi.

Il cliente? Si prende “per la gola”

Per conquistare un cliente durante la prima colazione non basta quindi puntare all’allestimento della sala (colori, suoni, odori…) e al servizio (abbiamo parlato di come valorizzare il servizio in questo articolo): un’offerta ampia di pane, cornetti, ciambelle e crostate trasmette un ventaglio di colori e fragranze e ispira un’atmosfera confortevole molto suggestiva.

Attenzione, però: affinché la strategia sia davvero efficace sarà necessario spiegare il prodotto, esaltarne le differenze, valorizzarne l’origine.

Per approfondire il tema abbiamo interpellato Maria Cristina Tegon, technical product manager di Forno d’Asolo, azienda leader nella produzione e commercializzazione di  prodotti da forno dolci e salati.

Da quali elementi si riconosce un cornetto di qualità?

«Ci sono diversi modi. L’odore e la fragranza quando si spezza sono fondamentali, quello che in cucina viene definito “buono più buono uguale ottimo”. In altre parole, se la materia prima è di qualità ed è lavorata con maestria, il risultato finale ne è esaltato. Ma il vero metro di misura utilizzato dagli imprenditori è l’apprezzamento del consumatore, perché l’obiettivo è la fidelizzazione del cliente. Per questo, nella scelta del fornitore, è bene orientarsi verso un’azienda che garantisce una costanza qualitativa, estetica e sensoriale».

Quali sono i vantaggi nel lavorare con un prodotto rigenerato?

«I vantaggi nell’utilizzo di un prodotto da forno surgelato sono molteplici:

  • Non si perde alcuna occasione di vendita, si può riassortire velocemente il buffet o la vetrina in base ai momenti di consumo.
  • Il prodotto sfornato scalda l’ambiente e stimola l’appetito grazie al suo profumo.
  • Il prodotto è sempre fresco e fragrante in quanto cotto da poche ore.
  • Si ha la possibilità di scegliere le referenze più adatte al posizionamento e al target dei propri ospiti».

Secondo la sua esperienza, le farciture sono un valore aggiunto o solo un fattore marketing per fare scena?

«L’albergatore ha a disposizione molti prodotti ad alto contenuto di servizio già farciti e decorati in superficie. Però proporre un prodotto farcito sul momento denota una profonda cura dell’ospite – che apprezza e ritorna – e delle sue richieste. Anch’io mi faccio spesso incantare e non resisto all’assaggio: recentemente ho degustato un croissant vuoto al burro Forno d’Asolo da 65g farcito con confettura di fragole e zenzero e crema pasticcera. Una vera prelibatezza!».

Cosa consiglierebbe ad un albergatore che deve allestire un’offerta breakfast? Ricette semplici o una carrellata di prodotti di tante regioni?

«Nella prima colazione di un albergo non possono mancare  il cornetto o il croissant vuoto e il pan brioches Forno d’Asolo. Si tratta di prodotti che l’ospite può farcire al momento con marmellate o con il salato che più gradisce. Ad ogni modo, per stupire gli ospiti, consiglio una ricetta semplice ma di grande appeal. Tagliate a metà un croissant al burro 65 gr Forno d’Asolo e riempite i due coni ottenuti con una crema a base di yogurt greco, un cucchiaino di miele, bacche di goji e muesli. Una delizia a cui gli ospiti non sapranno resistere».

Il tema salute è ormai ben esplorato. Come lo affrontate nella vostra azienda?

«C’è grande impegno e consapevolezza a tal riguardo. Il nostro reparto Ricerca e Sviluppo, in sinergia con il Controllo Qualità, è molto attento a rispondere alle esigenze di un mercato che sta cambiando. In questi giorni stiamo proponendo ai clienti un’inedita linea di cornetti con una nuova ricetta ricca di cereali e farciture alla frutta. Inoltre l’azienda ha conseguito di recente la certificazione Qualità Vegetariana® e Vegan per alcuni prodotti. Si tratta dell’unica certificazione riconosciuta e promossa dall’Associazione Vegetariana Italiana, a garanzia di una rigida applicazione del disciplinare. Tale riconoscimento si affianca alla conformità di Forno d’Asolo agli standard internazionali sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, BRC (British Retail Consortium) e IFS (International Food Standard), ottenuti nei mesi scorsi».