La prima a provarci è Nestlé, che proprio in questi giorni sta mettendo a punto una campagna promozionale via Periscope,…

La prima a provarci è Nestlé, che proprio in questi giorni sta mettendo a punto una campagna promozionale via Periscope, l’app recentemente lanciata da Twitter per girare video in streaming e condividerli con l’universo web. Lo ha fatto sfruttando un’opportunità non ancora contemplata dal suo stesso inventore ma concepita con il supporto di un’agenzia esterna.

Il prodotto protagonista è il cono gelato Drumstick, consumato in varie situazioni vacanziere e riprodotte in diversi video contrassegnati nel titolo dall’hashtag #ad, in modo da esplicitarne il carattere promozionale.

Fatto salvo il potenziale comunicativo dell’idea, è in ogni caso opportuno ricordare, giusto per scansare i ricorrenti equivoci, come quella intrapresa da Nestlé non sia ‘la’ via, ma solo una delle tante possibili strade percorribili per raggiungere segmenti di clientela ancora decisamente circoscritti.

Twitter vs Facebook: fasce d’età degli utenti

Deve infatti essere chiaro che il social del cinguettio non è, almeno per ora, in grado di mettere l’azienda in comunicazione con bacini di clientela sconfinati. E i dati del 12° Rapporto sulla Comunicazione recentemente pubblicato dal Censis sono a questo riguardo molto espliciti: ad oggi solo il 10,1% degli italiani è presente su Twitter contro il 50,3% iscritto invece a Facebook.

Se poi quella che si desidera raggiungere cinguettando è l’utenza giovane, è interessante sapere che di quel 10,1% di iscritti soltanto il 19,1% appartiene alla fascia compresa tra i 14 e i 29 anni (che invece frequenta Facebook con una percentuale del 77,4%), così come è bene tenere conto del fatto che l’utenza in fascia 65-80 anni è presente su Twitter solo in ragione del 2,3% (contro il 14,3% di Facebook).

La tabella seguente evidenzia queste cesure in modo chiaro.

Ricordatevi che è sempre il cliente che sceglie

Naturalmente sappiamo che si tratta di un quadro estremamente liquido, in perenne trasformazione, che va analizzato in modo attento e costante prima di catapultare inutili messaggi su platee ostili pronte a fuggire a gambe levate. “La grande trasformazione dei media a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è stata una rivoluzione copernicana”, ricordano non a caso i curatori del Rapporto Censis, puntualizzando che “ora l’io-utente si sposta in modo totalmente autonomo all’interno dell’ampio e variegato sistema di strumenti mediatici”.

E’ dunque il cliente a comporre il proprio personale palinsesto e a decidere se ascoltare o meno i consigli promozionali, “secondo i tempi e i modi a lui più consoni – precisa ancora il documento – e assecondando unicamente le sue preferenze e i suoi bisogni”. L’arbitraggio è dunque tutto nelle sue mani. Alle aziende spetta l’arduo compito di entrare in gioco al momento opportuno. Cercando di mandare in rete il messaggio, e conquistare il favore del pubblico.

Istruzioni per l’uso

Se pensate che utilizzare Periscope per la promozione della vostra struttura possa tornarvi utile, vi segnaliamo due link da cui attingere informazioni e aggiornamenti rispetto all’uso che gli utenti fanno di questo nuovo strumento:

  • Per le rilevazioni a livello globale sulla produzione di tweet via Periscope, potete consultare: http://topsy.com/s?q=%23periscope&type=tweet
  • Per un focus sull’utilizzo di Periscope da parte dell’utenza italiana, l’indirizzo è http://keyhole.co. Qui, selezionando #periscope e poi cliccando sulla cartina dell’Italia nel planisfero che comparirà sulla pagina, otterrete (previo avvio del monitoraggio), gli indici relativi ai 30 giorni successivi alla registrazione, con l’entità delle condivisioni, la tipologia di utenti (uomini-donne) e dei device.