Quanta importanza hanno raggiunto i social media nella vita di tutti i giorni? Si possono considerare ormai fondamentali? E perché hanno così tanto successo?

Quanta importanza hanno raggiunto i social media nella vita di tutti i giorni? Si possono considerare ormai fondamentali? E perché hanno così tanto successo?

Internet è considerato ormai un bene primario, per alcuni essenziale. Lo utilizziamo in svariati modi a seconda dei nostri bisogni, per lavoro, per svago, per informarci su quello che accade nel mondo o su qualcosa che ci piace, per fare acquisti eccetera.

In media un italiano passa 6 ore al giorno su internet, di poco sotto la media mondiale (6 ore e 42 minuti). Circa 2 ore di queste 6 vengono spese sui social network,  rispetto alle 2 ore e 22 minuti della media globale.

I social vengono usati molto più come svago che come lavoro; in Italia, infatti, solo il 31% degli utenti li usa per motivi lavorativi. Non c’è dubbio però, che siano diventati parte integrante della quotidianità e che sarebbe molto difficile farne a meno.

Secondo uno studio di Blogmeter risalente a febbraio 2020, su un campione di 1703 persone con diverse fasce d’età si è calcolato che ben il 90% di esse è iscritta a Facebook, l’89% è iscritta a Youtube e il 73% a Instagram. Importante però è la percentuale di persone iscritte al servizio di messaggistica Whatsapp: ben il 97%.

A cosa è dovuto tutto questo successo?

Attraverso i social media siamo in grado di soddisfare molti bisogni umani. Nel 1954 lo psicologo americano Abraham Maslow formulò la teoria secondo cui le motivazioni che guidano il comportamento umano sono legate a cinque bisogni fondamentali di cui necessita la mente umana. Maslow ordinò gerarchicamente questi bisogni mettendo alla base quelli essenziali per la sopravvivenza e al vertice quelli immateriali: questo modello si chiama Piramide di Maslow.

Normalmente alla base della troviamo i bisogni fisiologici, come fame e sete, sonno e sesso, ossia i bisogni legati alla sopravvivenza e all’istinto di autoconservazione. Al gradino superiore troviamo quelli di sicurezza come il bisogno di protezione, di avere una famiglia, un lavoro.

I prossimi livelli sono quelli legati alla socialità e all’IO: bisogni di appartenenza, ovvero il bisogno di amare ed essere amati e far parte di un gruppo, i bisogni di stima, ovvero di essere approvati dalle altre persone, ed infine i bisogni di autorealizzazione: occupare un ruolo soddisfacente nella società, realizzare sé stessi e le proprie aspettative.

A quale livello della scala, i social media (e gli smartphone), si sono insinuati tra i nostri bisogni?

Al giorno d’oggi lo smartphone viene utilizzato per fare quasi tutto: per lavoro, svago e per informazione. Il 98% degli utenti accede ai social da cellulare e più di 7 italiani su 10 tengono sempre in mano il proprio smartphone tanto da non lasciarlo mai e fare tutte le azioni con la mano libera restante.

Vogliamo pensare che i bisogni fisiologici non possano essere “intaccati” dai nuovi media, eppure una ricerca ben esposta in questo articolo de L’Espresso, di uno psicoanalista inglese, Darian Leader, propone una spiegazione interessante secondo cui la causa dei comportamenti compulsivi da smartphone (picchiettare lo schermo, strisciare le dita, etc), non sarebbe l’eccesso d’informazione o di distrazioni accessibili, quanto piuttosto la necessità di «scaricare una parte dell’eccesso corporeo che ci satura».

Lo psicoanalista inglese sviluppa questa intuizione, e fa notare che anche nel passato le mani non stavano mai ferme: agitavano ventagli, s’infilavano nelle tasche, manipolavano piccoli oggetti, toccavano in modo alternato varie parti del corpo.

Mutano i bisogni e con essi le soluzioni per il loro soddisfacimento

  • Bisogni di sicurezza: sicurezza non è più solo una grotta in cui trovare riparo o un tetto sopra la testa e oggi anche la sicurezza informatica è importante: antivirus, password sicure e protezione dei dati. Ci sono diversi strumenti che proteggono le informazioni dei nostri account, la sicurezza che nessun dato sensibile venga trapelato fa sì che si possa navigare in tranquillità.
  • Bisogni di appartenenza: per natura le persone sono portate a cercare l’accettazione degli altri, ad appartenere a un gruppo. Sui social si cercano amicizie e relazioni con altre persone, si pensi poi alle mailing list, ai gruppi sui social, ai forum on line.
  • Bisogni di stima: relazionarsi con un gruppo non basta, abbiamo bisogno anche di sentirci apprezzati e partecipi all’interno di esso. Gran parte delle relazioni si evolve nelle comunità online dei vari social, qualsiasi contenuto condiviso viene visto da molte persone. Il bisogno di riconoscimento si traduce in quella breve scarica di serotonina ricevuta ad ogni nuova notifica di un “mi piace” o commento.
  • Bisogni di autorealizzazione: diventare “influenti” in un determinato argomento. Avere cioè una audience, un target per cui si è il punto di riferimento. Non per forza nel mondo della moda o dello spettacolo, le nicchie sui social sono infinite.

Utenti: come scelgono i social media in base ai bisogni

podio dei social blogmeterI social media sono tanti e tutti diversi fra loro. La loro diversità fa sì che alcuni siano più adatti di altri a soddisfare un certo tipo di esigenze. Ma quali sono i social sul podio per ogni tipo di bisogno? Ecco la classifica di Blogmeter che proviamo a spiegare:

  • Svago: c’è sempre più intrattenimento su YouTube e quando gli utenti cercano svago forse cercano contenuti più lunghi che si sposano perfettamente con questa piattaforma.
  • Ricerca di stimoli/idee: Quante video ricette, tutorial, guide, ci sono su Youtube? Immaginiamo milioni! Come milioni sono le idee che possono scaturire.
  • Condividere momenti: Facebook per questo bisogno la fa da padrone forse grazie alla diversità degli “aggiornamenti” che possono essere condivisi: immagini, testo, video, stories.
  • Seguire celebrities: Con Instagram e la rapidità delle stories le star stanno diventando i vicini di casa di ognuno.
  • Informarsi: sempre di più Facebook e Instagram vengono utilizzati come motori di ricerca per cercare o documentarsi su prodotti, servizi e aziende.
  • Leggere o guardare recensioni: c’è chi non avrebbe investito un euro sulle recensioni su Facebook e invece grazie al grande numero di persone presenti su Facebook e grazie ai contenuti creati direttamente dagli utenti Facebook è la prima risorsa consultata anche per le recensioni.