Se il vostro è un hotel situato nel cuore della natura oppure in uno dei comuni italiani dove i botti…

Se il vostro è un hotel situato nel cuore della natura oppure in uno dei comuni italiani dove i botti di Capodanno sono ufficialmente banditi per delibera, sappiate che potreste esercitare un fortissimo appeal sugli ospiti intenzionati a trascorrere la notte di San Silvestro con i propri animali da compagnia.

Il nuovo portale Tripfordog.com, specializzato nella selezione di luoghi di vacanza pet friendly, ha addirittura allestito un’apposita sezione suggerendo tra le possibili opzioni il Capodanno in “Maremma, in Valtellina o sulle colline del Chianti dove regna il silenzio e i botti, grazie anche alla presenza dei maneggi e nel rispetto dei cavalli, non vengono utilizzati”. Promuovendovi come hotel pet friendly potreste contribuire ad allargare il ventaglio di proposte per questo segmento di utenza che, secondo il Rapporto Italia Eurispes, sarebbe composto da poco meno della metà degli italiani.

Le ultime rilevazioni segnalano infatti che oggi il 43,3 per cento dei nostri connazionali convive con uno o più animali, con un’ampia preferenza per i cani (60,8%) e i gatti (49,3%). Capodanno, la tua occasione per diventare hotel pet friendlyIl Rapporto Eurispes scende però ancor più nei dettagli, fornendo informazioni che le strutture ricettive possono sfruttare proficuamente per azioni promozionali mirate. Pensando ad esempio a una campagna differenziata per aree geografiche può tornare utile sapere che:

  • nelle regioni del nord-ovest il compagno più amato resta il cane, con il 28,4% degli abitanti che lo preferisce al gatto (24%);
  • lo stesso vale per il sud e per le isole, dove risulta il cane risulta prediletto con il 58,5% delle preferenze;
  • solo nel nord-est cani e gatti si spartiscono equamente gli spazi domestici.

Se poi si desidera articolare maggiormente la profilazione dei possibili ospiti, attingendo al Rapporto Assalco-Zoomark si scopre che spesso la scelta fra le due specie è determinata dal tipo di famiglia ospitante. In generale, i single optano più volentieri per la specie felina, mentre nelle famiglie con bambini è più frequente trovare un cane. Nello specifico si è riscontrato che nel 65% dei casi, i single con animali da compagnia convivono con un gatto, mentre solo il 22% sceglie il cane. Aumenta però in generale nelle famiglie italiane la compresenza delle due specie, che al momento si attesta al 33%.

Dovendo pensare a un gadget per questo genere di utenza, lo stesso rapporto consiglia alle strutture che vogliono proporsi come hotel pet friendly collari, ossi di plastica, palline di spago, cappottini di lana (oggetti per cui ogni padrone spende annualmente dai 30 ai 2-300 euro). L’Hotel Daniel, struttura tre stelle di Igea Marina, propone ai suoi ospiti un kit dedicato proprio agli amici a quattro zampe.

Essere un hotel pet friendly ha qualche criticità?

E’ un doveroso dubbio: diventando un hotel pet friendly, quanto ci renderemmo simpatici al complessivo universo della clientela? Ancora una volta è la statistica a soccorrerci. E, in parte, a rassicurarci. Eurispes ci dice infatti non soltanto che il 68,5% degli italiani in vacanza chiede accoglienza anche per le proprie bestiole da compagnia, ma anche che il 69,1% dei nostri connazionali si dichiara pienamente d’accordo sull’apertura dei luoghi pubblici ai piccoli quadrupedi.

Accettata la sfida, per essere un vero hotel pet friendly si rende indispensabile un’ultima considerazione. Il fatto che gli italiani siano un popolo sempre più amante degli animali, impone infatti una coerenza e una maggiore attenzione anche sul fronte di arredi e menù:

  • Via trofei e oggetti in pellame che potrebbero urtare la sensibilità di quell’86% di connazionali contrari alla produzione di pellicce e di quell’altro 70% contrario alla caccia.
  • Attenzione anche a chi gli animali non ama trovarseli nel piatto, considerando che l’1% degli italiani dice di essere vegano, oltre il 7% è vegetariano, e che, fra questi, il 30% ha adottato regimi alimentari speciali proprio come forma di rispetto nei confronti delle altre specie.