Resistere alla concorrenza di Airbnb? Per gli albergatori c’è la strategia esperienziale. Il Luxor e l’Excalibur di Las Vegas sono…

Resistere alla concorrenza di Airbnb? Per gli albergatori c’è la strategia esperienziale.

Il Luxor e l’Excalibur di Las Vegas sono ormai noti a tutti, con le loro strutture a forma di piramide e castello medievale. Ma anche in Italia sono attivi alberghi con arredamenti e ambientazioni originali: si va dai minareti alle tavolette di cioccolato, fino alle mele di Gugliemo Tell. La tendenza è destinata a crescere, perché soddisfa la richiesta di visitatori stranieri, abituati da tempo agli alberghi «a tema». In Italia la moda non è ancora dilagata perché non tutti sono pronti per questa offerta. Ma alcuni esempi dimostrano già la validità della formula “esperienziale”.

Arredamento, passioni . . .

In provincia di Novara è nota l’arabeggiante Villa Crespi, una costruzione ottocentesca adornata da archi in stile moresco, stucchi damascati e soffitti color turchese. Sorta grazie alla bizzarria di un industriale di Busto Arsizio che commerciava in Medio Oriente, la Villa è stata rilanciata come struttura a quattro stelle e attira turisti con un arredamento coordinato all’architettura e le proposte enogastronomiche stellate dello chef Antonino Cannavacciuolo.

Ma se per Villa Crespi si è trattato di sfruttare l’originalità di una struttura già esistente, per l’Etruscan Chocohotel di Perugia si è progettata una costruzione nuova di zecca a forma di tavoletta di cioccolata. I suoi piani sono stati battezzati “gianduia” e “fondente”, c’è un negozio specializzato “al cacao” e i frigobar non contengono champagne ma tavolette del “cibo degli dei”. Ma la vera intuizione è stata quella di unire la storia locale con la gastronomia. Ecco perché l’arredamento non è fiabesco, alla «Hansel e Gretel», ma si ricollega agli etruschi, antichi abitatori di questi luoghi, con decorazioni e dettagli che li richiamano nello stile. Come nei portachiavi, ispirati a reperti archeologici. Una cura del particolare utile al business: in un settore molto competitivo come quello alberghiero, il Chocohotel si distingue. E lo fa senza abbandonarsi al kitsch, ma grazie ai particolari.

Con un po’ di fantasia

Gioca sulla diversità come strumento di marketing anche il Gugliel Motel di Brembate, in provincia di Bergamo. Le sue 84 stanze sono tutte diverse, per colore o ambientazione: c’è la suite Excalibur, con un affresco della leggenda della spada nella roccia, la Gandia, in stile spagnoleggiante, la Guglielmo Tell, dove l’eroe svizzero viene ritratto in un grande dipinto che copre le pareti… La trovata ha consentito di movimentare giorni altrimenti vuoti: la struttura lavora bene durante la settimana con l’ospitalità “business”, anche se è lontana dalle tradizionali attrazioni turistiche della Lombardia. L’originalità delle stanze attira non solo turisti che difficilmente sarebbero capitati in zona, ma fidelizza anche i viaggiatori per lavoro, che si affezionano alla «loro» stanza, in cui vogliono sempre soggiornare.

Alla ricerca dell’hotel experience

All’inizio queste proposte attirano per la loro originalità, ma se sono ben studiate nei servizi riescono a conquistare il cliente. E le «stranezze» si trasformano in strumento di marketing, adatto soprattutto a chi è fuori casa per lavoro. Non solo: anche la fascia compresa tra i 30 e 45 anni è sensibile a questa proposta, così come gli stranieri, che da anni frequentano queste strutture innovative in patria. Ma la diversificazione non è l’unica molla del business. La gente non ricerca più un’idea di lusso quando va in albergo – ormai nelle nostre case abbiamo di tutto, dalle vasche a idromassaggio agli schermi al plasma –  e le strutture in cui c’è molta etichetta ma poco servizio non vanno più. Si preferisce invece trovare un’atmosfera accogliente, degli ambienti che ci facciano dimenticare di essere lontani da casa. Quando escono da casa, i consumatori cercano un’esperienza unica, da ricordare, e sono stanchi di camere impersonali, che si confondono nella memoria. Chi si ispira alle sue passioni per allestire un albergo riesce a trovare quei dettagli che rendono l’offerta più frizzante e diventano il messaggio di marketing da trasmettere ai clienti.

È sempre l’idea che conta

La strategia non costa necessariamente di più di quelle tradizionali, perché non deve essere per forza giocata sulla qualità di arredamenti e rifiniture. Ne è un esempio l’Hotel Franklin di Roma: 22 camere dedicate alla musica, in cui è l’ascolto di canzoni pop, rock, blues, jazz e soul a fare da protagonista nell’hotel experience dei suoi ospiti. Tamburi, chitarre e trombe trovano poi posto e utilità nelle camere, e insieme a luci e colori donano un’atmosfera suggestiva e rilassante dove la musica fa da padrona, a partire dal pay off dell’albergo – “Feel The Sound”.

Un’idea di hotel experience da copiare a investimento contenuto? A New York c’è il Library Hotel, che ha su ogni piano e in ogni camera volumi dedicati a un argomento particolare. Circa 6mila i libri in consultazione. Ma il successo della struttura sta nella creatività che ha ispirato l’iniziativa: l’albergo infatti è situato di fronte alla New York Public Library e rientra nella curiosa categoria dei Bed and Book, che abbiamo approfondito in questo precedente articolo.