Maggiore attenzione al silenzio, esperienze di rilassamento, contatto con la natura e disconnessione dalla rete. Sembrerebbero i consigli per una vacanza…

Maggiore attenzione al silenzio, esperienze di rilassamento, contatto con la natura e disconnessione dalla rete. Sembrerebbero i consigli per una vacanza relax destinata a un’utenza esclusivamente adulta desiderosa di staccare la spina dagli ordinari ritmi di vita. Invece, sono gli elementi su cui si stanno costruendo le strategie di family wellness.

Esistono in questo senso tentativi di vario genere, distribuiti a macchia di leopardo, ma c’è un gruppo alberghiero – il Six Senses Resorts Spas – che da qualche anno a questa parte ne ha fatto un carattere distintivo e una vera e propria filosofia gestionale, aggiornando le proposte in base alle sensibilità e soprattutto alle impellenze del momento, concentrandosi su un divertimento che non sia fine a se stesso ma che sensibilizzi le recentissime generazioni sulle tematiche più calde. Ad esempio insegnando come prendersi cura del pianeta partendo da una maggiore confidenza con la terra – quella intesa in senso più stretto, con la ‘t’ minuscola – per incoraggiare al rispetto per quella con la ‘T’ maiuscola, fondamentale per la qualità della vita futura. Non a caso il management del Six Senses Resorts Spas (11 resort e 28 spa disseminati in 20 destinazioni) colloca questo genere di attività nell’ambito di un programma che ama definire “kids and family wellness”; un progetto, cioè, volto a migliorare le condizioni degli individui, di qualunque età. Tutto questo avviene sulla base di sei (il numero evocato dal brand) filoni di proposte che, come spiega Anna Bjurstam, vicepresidente divisione Spa e Wellness, “comprendono attività di educazione ambientale, sociale, fisica, spirituale, emozionale e intellettiva. La nostra – precisa – è una soluzione olistica, che soddisfa tutte le aspirazioni dei giovani ospiti, e che spesso genera lo spontaneo coinvolgimento del resto della famiglia. Il nostro tentativo è infatti quello di riavvicinare i clienti alla natura e creare situazioni che favoriscano il recupero delle relazioni umane”.

Cosa propone il Six Senses Resorts Spas

Il gruppo Six Senses Resorts Spas propone così, nell’intento di sviluppare un turismo family wellness:

  • attività di semina e di cura di piccoli orti;
  • laboratori per autoprodurre il proprio dentifricio, la propria crema solare o le bolle di sapone partendo da ingredienti naturali;
  • attività di cucina basate sulle ricette tipiche del territorio, in alcuni casi finalizzate alla produzione delle merendine per il pomeriggio attraverso l’utilizzo di forni ad energia solare;
  • depurazione dell’acqua;
  • riciclaggio della carta;
  • visite a scuole locali per favorire la propensione allo scambio interculturale;
  • lezioni di lingua araba;
  • passeggiate di gruppo in riva al mare;
  • momenti dedicati alla lettura delle fiabe.

Family Wellness, la vacanza benessere dedicata ai bambini

La strada sembra corretta anche perché totalmente coincidente con quella suggerita in un recente seminario sul family wellness tenuto a Torino dalla pedagogista Luisa Piarulli, past president ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti – nonché vincitrice del Premio Curcio 2016 per la diffusione della cultura pedagogica.
Agli operatori del turismo che intendono rinnovare le proposte di intrattenimento per bambini e ragazzi, Piarulli consiglia infatti proprio questo: “ragionare in un’ottica olistica, per leggere e interpretare i nuovi bisogni. Questo, anche se il core business sono lo svago e la vacanza, lo si può fare solo se si è veramente consapevoli delle diverse forme di disagio sociale del momento. Grazie a questa conoscenza si riesce ad offrire soluzioni ottimali per la gestione del tempo libero che guardino al cliente come persona, il che implica anche un’offerta di divertimenti e attività di svago alternative alla realtà virtuale”.
Se, infatti, da un lato fanno capolino sul mercato strutture che rendono più difficoltosa l’interconnessione virtuale, come ad esempio l’albergo che nella tedesca Weinstadt consente l’uso dei cellulari solo in camera ma lo bandisce da sale colazioni, terrazza, solarium e giardino, la sfida vera, soprattutto quando si tratta degli ospiti in età più tenera, è fare in modo che la scelta di abbandonare tablet e altri device sia spontanea perché l’intrattenimento offerto dal mondo reale si rivela più interessante di quello suggerito dall’universo virtuale.

Riprendendo quanto sostenuto da Antonietta Albanese, specializzata in turismo e risorse umane e autrice di numerosi trattati sulla materia, Piarulli invita quanti lavorano nell’industria dell’accoglienza e dei viaggi a guardare al proprio ruolo con occhi diversi. “Chi lavora in questo settore – dice – è anche un operatore culturale che agisce per lo sviluppo di un turismo da intendersi come ‘Cultura dell’Incontro’”. Per questo e sempre di più, segnala la pedagogista, “deve mettersi nei panni dell’altro, empaticamente, per creare reciproche opportunità di crescita. Certo – aggiunge – l’operatore turistico non è un terapeuta, ma deve essere sempre conscio del fatto che il suo modo di porsi è molto importante, e ha ricadute significative in termini di relazione interpersonale”.

Idee per proporre attività “family wellness”

Dunque, quali soluzioni proporre per catturare un turismo di tipo family wellness? “Nascono sempre nuovi bisogni a cui è necessario dare nuove risposte – dice Piarulli -. E questo significa che non esistono ricette imperiture, se non la necessità di uno sforzo di Cre-Attività”.

A questo proposito la pedagogista regala agli operatori alcuni spunti su cui lavorare per le attività di animazione dedicate ai più piccoli.

Ciascuno potrà svilupparli in base alle caratteristiche del proprio prodotto, alle possibilità di offerta e alle strategie di sviluppo:

  • Recuperare il valore del racconto, ‘con’ e ‘per’ gli altri;
  • Riscoprire il valore del gioco collettivo, rinnovando e promuovendo l’incontro da grandi e piccoli, giovani e anziani;
  • Insegnare a fotografare non per l’urgenza di condivisione virtuale ma per imprimere l’esperienza dell’incontro;
  • Riproporre momenti di scrittura e di pittura;
  • Passeggiare abituandosi a farlo attraverso il coinvolgimento e l’ascolto di tutti i sensi;
  • Insegnare a riappropriarsi della dimensione umana, proponendo attività che prevedano l’abbandono del cellulare come prima regola.