Pare che viaggiare da soli faccia particolarmente bene. Gli esperti reputano non soltanto che sia un toccasana contro la depressione…

Pare che viaggiare da soli faccia particolarmente bene. Gli esperti reputano non soltanto che sia un toccasana contro la depressione ma anche che aumenti il grado di autostima e favorisca le relazioni interpersonali.

Vale per tutti, e ovviamente anche per le donne, soprattutto se periodicamente obbligate ad effettuare trasferte di lavoro. Secondo una ricerca curata da Solitair Holidays, risulterebbe infatti che nel 76% dei casi il gentil sesso approfitti degli impegni lavorativi fuori sede per trasformarsi in donne in viaggio e concedersi (anche) brevi vacanze. Per quale ragione?

Le indagini di mercato effettuate a questo proposito da Booking.com dimostrerebbero che uno dei meriti per cui le donne operano questo tipo di scelta molto più spesso che in passato vada imputato ai social media. Il 56% delle donne in viaggio sondaggiate sostiene a tal proposito che i social network diano a chi si muove in solitaria la sensazione di una maggiore sicurezza, anche perché consentono di mantenere il contatto diretto con la famiglia e con gli amici (60%). Le donne che grazie a questi vantaggi riescono a ritagliarsi qualche momento di vacanza tutta per sé, dichiarano inoltre che viaggiare sole faciliti l’immersione nelle culture locali e, non ultimo, favorisca il risparmio. Lo stato di single – almeno nel momento del consumo della vacanza -, permetterebbe infatti di scegliere sistemazioni più spartane o comunque sufficienti a soddisfare le necessità strettamente personali. Al contrario, il viaggio in coppia o in famiglia costringerebbe a mediazioni non sempre convenienti.

Ma i social non servono alle viaggiatrici solo per tenersi in contatto con amici e famiglie; servono anche per scambiarsi opinioni ed esperienze su luoghi, ristoranti e strutture ricettive da frequentare. L’uso dei nuovi media a questi fini è dettagliatamente riportato nelle analitiche di Google relative alla pagina Facebook Solo Travel Society, dedicata a chi viaggia solo, indipendentemente dal genere di appartenenza.
Un rapido sguardo alla profilazione degli utenti mette subito in risalto come lo strumento sia molto più sfruttato dalle donne in viaggio, che rappresentano l’85,7% degli utilizzatori. Prevalentemente si tratta di over 25, con una fortissima concentrazione di utenti nella fascia di età dai 55 anni in su.

Lo stesso sondaggio riporta in dettaglio le ragioni e i vantaggi del viaggio in solitaria al femminile:

A fronte di tutto questo non manca come sempre il rovescio della medaglia. Uno studio finalizzato all’analisi dell’umore dei viaggiatori in solitaria, ha rivelato che le donne si sentono meno sicure degli uomini. Infatti, mentre il 63% di questi ultimi sostiene di sentirsi assolutamente rilassato e tranquillo quando gira il mondo per conto proprio, la percentuale relativa alla componente femminile scenderebbe al 55%.

Le strutture alberghiere interessate a conquistare questo genere di clientela devono quindi tenere conto anche di questo aspetto e promuoversi mettendo in luce di punti di forza più rilevanti per le donne in viaggio. Vediamoli.

5 must per conquistare le donne in viaggio

  1. Anzitutto, la posizione dell’hotel
    Va benissimo se è centrale, altrimenti è importante segnalare con quali mezzi si possano raggiungere i punti di interesse, sia per le clienti in viaggio di lavoro (centri congressi, quartieri fieristici, uffici) che per quelle in viaggio di piacere (principali attrattive culturali e architettoniche, ristoranti, aree shopping, cinema, teatri).
  2. La disponibilità di un parcheggio interno
    L’ideale è garantirla gratuitamente per le clienti che viaggiano in auto. Altrettanto importante è offrire la possibilità di usufruire di biciclette, apprezzate come mezzo di trasporto soprattutto dalla clientela più giovane, come quella dei Millennials.
  3. Dotazioni in camera
    Si rivela sempre molto utile la presenza di un asciugacapelli nella stanza da bagno, corredata anche di set con shampoo, balsamo, bagnoschiuma e crema dopobagno (qui vi abbiamo fornito qualche consiglio in merito)
    Altrettanto gradite sono le informazioni pratiche per muoversi sul territorio, con le tempistiche per raggiungere i luoghi di maggiore interesse ed eventualmente l’indicazione del gradiente di sicurezza per i diversi luoghi.
  4. Menù
    Spesso la clientela femminile si rivela particolarmente attenta alla qualità e all’eticità del buffet. È quindi gradita la proposta di alimenti a km0, menù vegetariani e vegani, ricette tipiche anche replicabili a casa grazie al supporto di piccoli ricettari o schede messe a disposizione nelle aree comuni per chi ne volesse usufruire.
  5. Accoglienza
    Alcune strutture evidenziano come un plus la presenza di personale femminile al banco d’accoglienza, soprattutto se preparato a dare consigli in merito ai servizi territoriali di maggiore interesse per le viaggiatrici. Quest’ultimo è un aspetto che non tutte le donne in viaggio valutano particolarmente, soprattutto nel caso in cui la struttura fornisca i servizi elencati ai punti precedenti. Se disponibile, è però opportuno evidenziarlo. Le statistiche dimostrano peraltro che si tratta di una caratteristica piuttosto diffusa, visto che quello turistico è uno dei settori maggiormente presidiati da personale femminile. Ma parleremo dell’imprenditoria femminile tra pochi giorni…

Per ora, avete tutto ciò che serve per attirare nuove donne in viaggio nel vostro hotel? Controllate e fateci sapere!