Si considera come lavoro stagionale quell’attività lavorativa che non si svolge in modo continuativo, ma solo in determinati periodi dell’anno….

Si considera come lavoro stagionale quell’attività lavorativa che non si svolge in modo continuativo, ma solo in determinati periodi dell’anno.

La legge e la contrattazione collettiva individuano dette tipologie di attività in modo tassativo, legandole per lo più al settore agricolo ed al turismo.

In particolare, per il Contratto Collettivo del Turismo (di cui parlavo anche qui), si considerano aziende stagionali quelle che osservano, nel corso dell’anno, uno o più periodi di chiusura al pubblico.

Lavoro stagionale, quale durata?

In generale, la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, e indipendentemente dal periodo di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i 36 mesi.

La regola, però, non si applica appunto al contratto di lavoro stagionale, che non è assoggettato alla durata massima di 36 mesi (art. 19, comma 2, d.lgs. n. 81/2015).

Così, le aziende che operano in condizioni di stagionalità possono assumere dei lavoratori a tempo determinato per tutta la durata della stagione.

Le caratteristiche del lavoro stagionale nel settore turistico

I diritti dei lavoratori stagionali

  • Il personale coinvolto in lavoro stagionale ha diritto ai trattamenti retributivi ed al periodo di ferie spettanti in favore dei lavoratori a tempo indeterminato in misura proporzionale alla durata del contratto e secondo le previsioni della contrattazione collettiva.
  • Tuttavia, al fine di ottenere degli sgravi contributivi, ed anche al fine di corrispondere un trattamento economico meno gravoso, le aziende stagionali possono utilizzare, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, una particolare modalità di apprendistato: quello a tempo determinato. Nello specifico, l’apprendista viene impiegato solo per alcuni mesi dell’anno (quelli richiesti appunto dalla stagionalità dell’attività svolta dal datore di lavoro) ed il suo percorso formativo si completa negli anni successivi, sommando i periodi di lavoro prestati nell’ambito di un arco temporale che, in tal modo, può diventare particolarmente lungo.
  • Il lavoratore stagionale ha il diritto di precedenza nella riassunzione presso la stessa unità produttiva e con la medesima qualifica. Il diritto di precedenza si estingue però entro un anno dalla data di cessazione del rapporto ed il lavoratore può esercitarlo a patto che manifesti la propria volontà in tal senso al datore di lavoro a mezzo comunicazione scritta da recapitarsi entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso. L’eventuale rinuncia dovrà essere comunicata per iscritto in tempo utile per consentire all’azienda di provvedere alle conseguenti esigenze e comunque non oltre i trenta giorni successivi alla suddetta comunicazione, salvo comprovato impedimento.
  • Da ultimo, al pari di ogni altro lavoratore rimasto involontariamente disoccupato, il lavoratore stagionale ha diritto all’indennità di disoccupazione, ancorché la sua durata e l’importo riconosciuto dall’Inps siano inferiori rispetto a quelli previsti per la generalità dei dipendenti rimasti disoccupati.