Qualche mese fa abbiamo parlato degli elementi che compongono la busta paga, tra cui troviamo i contributi Inps. Infatti, i…

Qualche mese fa abbiamo parlato degli elementi che compongono la busta paga, tra cui troviamo i contributi Inps.

Infatti, i datori di lavoro che svolgono un’attività con lavoratori dipendenti hanno l’obbligo di costituire in via telematica una posizione contributiva unica, anche se il datore di lavoro ha diverse unità operative, in cui siano occupati dei dipendenti.

Contributi Inps: obblighi e sanzioni per mancato versamento

All’atto dell’iscrizione, l’Inps classifica il datore di lavoro in relazione alla natura dell’attività esercitata e lo inquadra in un settore merceologico, attribuendogli un numero di matricola ed un codice contributivo necessari per  il versamento dei contributi in favore dei propri dipendenti.

I contributi Inps si calcolano in misura percentuale sulla retribuzione imponibile lorda, sulla base di aliquote stabilite dalla legge, fermo restando che la base imponibile non può essere inferiore a quella prevista dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale (c.d. minimale).

Entro l’ultimo giorno del mese, il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare all’Inps, mediante una procedura telematica (Uniemens) i contributi da versare per ogni lavoratore con riferimento al mese precedente; poi, entro il giorno 16 del mese successivo a quello delle comunicazione, è necessario versare i contributi, mediante l’apposito modello F24.

Sanzioni per mancato versamento dei contributi Inps

Il mancato versamento dei contributi Inps è punito dalla legge con delle sanzioni, la cui misura può essere più o meno importante.

Sanzioni civili

Le sanzioni sono minori nel caso in cui il mancato o ritardato pagamento si può rilevare dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie (omissione): è il caso in cui il datore di lavoro ha effettuato la dovuta comunicazione dei contributi da pagare, ma poi non li ha pagati, o li ha pagati in ritardo. In tal caso, la misura massima delle sanzioni ammonta al 40% dei contributi dovuti.

Le sanzioni sono invece più elevate nell’ipotesi di evasione connessa a denunce e/o registrazioni obbligatorie omesse, o non conformi al vero: è il caso del datore di lavoro che, al fine di non versare i contributi Inps dovuti, occulta il rapporto di lavoro, o anche solo le retribuzioni corrisposte. In tale ipotesi, la misura massima delle sanzioni ammonta al 60% dei contributi dovuti.

Sanzioni penali

Accanto alle sanzioni civili di cui si è riferito sono previste pure, in talune ipotesi, delle sanzioni penali.

E’ punita ad esempio con la reclusione fino a due anni l’omissione di denunce o registrazioni obbligatorie, o le denunce e registrazioni obbligatorie non rispondenti al vero, se dal fatto derivi l’omesso versamento di contributi per una somma non inferiore a € 2.582,28 mensili.

E’ punito invece con una reclusione fino a tre anni (e una multa fino a € 1.032,00) il mancato versamento dei contributi previdenziali, se l’importo omesso superi la somma di € 10.000,00.