Il principio generale è che sono le risorse che vanno verso l’imprenditore e non viceversa. Prima di partire con un…

Il principio generale è che sono le risorse che vanno verso l’imprenditore e non viceversa.

Prima di partire con un progetto, anche il più piccolo, è necessario prevedere i tempi di realizzazione dello stesso e soprattutto i bisogni che avrete necessità di soddisfare.

 

La natura giuridica dell’impresa

La natura giuridica della vostra impresa è il primo punto fondamentale della programmazione, che può spostare gli equilibri per l’accesso al credito. Troppo facile pensare di costituire l’azienda sotto forma di ditta individuale per spendere meno in costi di gestione. Oppure costituire una Srl per non rischiare il patrimonio personale per poi firmare personalmente a garanzia il finanziamento aziendale e gli eventuali affidamenti.

La natura giuridica è il risultato di un piano industriale a 5 anni. L’imprenditore deve ipotizzare vari elementi. Obiettivi numerici, posizionamento del locale, eventuale posizionamento del marchio, rapporti e obiettivi tra soci, strategie di escape per i soci. Per ognuna di queste ipotesi vi è la natura giuridica più appropriata. La somma delle esigenze vi darà la risposta.

 

Quali scelte prendere?

La finanza necessaria a supportare l’impresa, nella sua parte di costituzione e partenza e anche in una eventuale parte successiva, determina una serie di scelte da prendere nella ricerca delle finanze stesse. A maggior ragione per quanto riguarda la costituzione della compagine sociale.

 

  • L’immobile nel quale verrà esercitata l’attività è di proprietà dell’imprenditore o è intenzione dello stesso acquisirlo nel corso del Piano Industriale?

 

  • L’attività è a gestione familiare perché l’intenzione e le capacità dell’imprenditore impongono un’azienda singola a gestione familiare con risorse finanziarie proprie pari al 50% del fabbisogno del business?

 

  • L’idea dell’imprenditore è molto creativa e unica e si ipotizza di voler identificare e consolidare un Ebitda per punto vendita in modo da poterne declinare la bontà del format in più punti vendita?

 

Le domande da porci possono essere centinaia. Ognuna porta ad un’analisi a cascata fino alla definizione del piano industriale, della relativa redditività e della capacità di restituzione del debito o di resa del capitale investito. Quello che sicuramente è da consigliare è che non si può immaginare di accedere alla finanza, sia essa erogata da istituti di credito, oppure da soci finanziatori, fossero anche fondi di investimento, senza aver chiaro quale sia il bisogno del business.

Bisogna sapere di cosa abbiamo bisogno e poi cercare di soddisfare lo stesso. Viceversa, azzardare la ricerca di fondi e poi, sulla base di ciò che è stato recuperato, ipotizzare il business, non potrà che portarvi a risultati monchi.

 

Creare una strategia

La pandemia che ci ha colpito nel periodo scorso, ci ha insegnato ad integrare una serie di elementi alle scelte che abbiamo sempre fatto fino ad ora. Le strategie devono essere elastiche, con varie “porte” da prendere in base alle situazioni che andranno a crearsi. Più “porte” avrete ipotizzato e previsto, più il piano industriale avrà già una sua chiave di lettura successiva. In questo caso ben venga provare ad accedere al credito per un valore superiore a quello che vi sarà concesso. A condizione che sia in un caso che nell’altro il vostro piano industriale resti attendibile e soddisfi il bisogno del vostro business.

Per concludere: non bisogna rivolgersi ad un istituto di credito o ad una società finanziaria. Occorre prima rivolgersi a professionisti specializzati nel settore che, anche e soprattutto alla luce delle vostre qualità, del vostro talento e delle vostre propensioni, possano aiutarvi a creare il piano industriale giusto per le vostre esigenze.

È dalla stesura dello stesso che verranno fuori le migliori fonti per farsi finanziare il business.