Un termine che sicuramente avrai ritrovato spesso nelle pagine di quotidiani e articoli online degli ultimi mesi: “liquidità”. Liquidità per le…

Un termine che sicuramente avrai ritrovato spesso nelle pagine di quotidiani e articoli online degli ultimi mesi: “liquidità”.

Liquidità per le aziende, PMI italiane con poca liquidità, iniezioni di liquidità, Decreto Liquidità.

 

La liquidità è uno dei princìpi basilari per la sopravvivenza aziendale. Ma sei sicuro di sapere perché sia vitale per la tua azienda?

 

Come fare per misurare il proprio livello di liquidità?

Secondo la Segreteria di Stato dell’economia, la mancanza di liquidità e la conseguente insolvenza aziendale sono la causa scatenante di 9 fallimenti su 10. Questo succede perché, in mancanza di liquidità, un’attività non dispone delle risorse necessarie per sostenere i costi di gestione, per rispettare le scadenze di pagamento con i fornitori, e per far fronte alle proprie obbligazioni finanziarie nel breve periodo.

Ci sono innanzitutto tre indicatori che puoi utilizzare per misurare il livello di liquidità della tua azienda.

  1. Il primo confronta l’attivo circolante con i debiti che dovranno essere ripagati nel limite massimo di un anno di esercizio.
  2. Il secondo aggiunge alle disponibilità liquide tutti quei titoli e quei crediti che potranno nel breve termine essere trasformati in denaro.
  3. Il terzo considera anche le scorte, e quindi le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti immobilizzati nel magazzino.

I primi due indicatori dovranno avere un valore uguale a/maggiore di 1, per riuscire a garantire solvibilità all’azienda. Il terzo diventa ideale per un valore che si avvicina al 2.

 

Come migliorare la propria liquidità?

Puoi mettere in atto alcune azioni per migliorare la tua liquidità:

  1. Pianifica le entrate che riuscirai ad avere. Ricordati che le misure imposte in tema di distanziamento sociale, come previsto dai protocolli INAIL e delle singole Regioni, comporteranno una riduzione dei coperti da servire. Valuta tutte le modalità con cui potrai sostenere la generazione di flussi di ricavi.
  2. Programma le uscite che dovrai sostenere nel prossimo futuro. Presta attenzione all’entità di tutti gli acquisti che sarai costretto a fare, in termini di dispositivi di protezione individuale per il tuo staff, prodotti e macchinari per la sanificazione, gel igienizzante mani, ecc.
  3. Controlla i flussi di cassa. Incassa subito e spendi il meno possibile. Evita pagamenti liquidi, valuta il noleggio laddove possibile e prediligi soluzioni di pagamento rateizzato.
  4. Riduci il magazzino. Struttura strategicamente la linea di cucina, vendi tutto ciò che non serve, sposa la filosofia “less is more”.
  5. Valuta un prestito in banca e tutte le agevolazioni. Rimani aggiornato su tutte le agevolazioni a cui potrai ricorrere per aumentare la liquidità della tua azienda: bonus, crediti d’imposta, prestiti e finanziamenti a fondo perduto.

 

Le misure contenute nel Decreto Liquidità e nel Decreto Rilancio

Se parliamo di agevolazioni non possiamo non fare riferimento alle nuove misure a supporto delle imprese inserite all’interno del Decreto Rilancio, che vanno a modificare e/o ampliare quelle già previste nel decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) e nel decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020).

Si parla di:

  • Credito d’imposta pari al 60% per l’adeguamento degli ambienti di lavoro dedicato a operatori con attività aperte al pubblico, tra cui anche quindi bar, ristoranti e alberghi;
  • Credito d’imposta pari al 60% per la sanificazione e acquisti di dispositivi di protezione individuale;
  • Credito d’imposta pari al 60% per la locazione di immobili non abitativi;
  • Riduzione dell’utenza elettrica sulle bollette da maggio a luglio;
  • Proroga degli ammortizzatori sociali di altre 9 settimane con rifinanziamento della cassa integrazione ordinaria e in deroga;
  • Slittamento a settembre 2020 di alcuni obblighi fiscali;
  • Liquidità a fondo perduto a sostegno dell’attuale finanziamento fino a 25.000 euro, garantito al 100% dal Fondo Centrale di Garanzia.

 

Finanziamento da 25.000: facciamo il punto

I famosi finanziamenti fino a 25.000 euro per le PMI stanziati dal Decreto Liquidità non hanno riscosso grande successo.

Secondo le ultime stime, le domande presentate rasentano il 2%, e da quanto emerso dal monitoraggio svolto dal Centro Studi Fipe le imprese hanno visto in questa misura solo un’altra forma di indebitamento, non in grado di risolvere le necessità delle aziende che operano nel settore della ristorazione.

I tempi di erogazione sono davvero lunghi: più del 36% del campione di imprese su cui è stata effettuata l’indagine Fipe ha dichiarato di aver ricevuto comunicazione di dover aspettare oltre 4 settimane per ricevere il prestito. Burocrazia e velocità non vanno mai d’accordo. Peccato che quello che serva oggi alle imprese sia una liquidità immediata.

 

Come capire se vale la pena chiedere un nuovo finanziamento?

Gianni Vitale, commercialista e titolare dello Studio Vitale Commercialisti di Rivoli, in provincia di Torino, e partner di GpStudios, suggerisce di ragionare attentamente sull’effettivo vantaggio di questo tipo di finanziamento per la propria attività. Innanzitutto, consiglia di valutare il business plan temporaneo degli ultimi due mesi di chiusura. Poi di affrontare la prossima fase fino alla fine dell’anno, di contemplare l’analisi della chiusura dell’esercizio e di programmare il 2021.

Il consiglio è quello:

  • di misurare la propria liquidità attuale, il fatturato pre Covid-19;
  • di pianificare le uscite da sostenere nell’immediato futuro;
  • e di considerare le risorse necessarie legate ai cambiamenti effettuati a livello strutturale o di offerta per rispondere alle contingenze.

 

Cosa ne pensi dei sostegni proposti dall’ultimo Decreto Rilancio? Basteranno per aiutarti a recuperare la liquidità necessaria alla sopravvivenza del tuo locale?