Il settore dell’hotellerie è senza ombra di dubbio quello che sta subendo maggiormente la crisi post emergenza sanitaria da Coronavirus….

Il settore dell’hotellerie è senza ombra di dubbio quello che sta subendo maggiormente la crisi post emergenza sanitaria da Coronavirus. Lo confermano gli andamenti: meno liquidità per le strutture ricettive, fatturati dimezzati rispetto al 2019 e una perdita costante di ricavi. La situazione non è sicuramente delle migliori, ma ci sono alcuni importanti fattori e indici da analizzare e da tenere in considerazione per valutare la redditività del proprio hotel e attuare strategie differenti per cercare di migliorare l’andamento.

Partiamo dal budget

Il primo elemento da tenere in considerazione è sicuramente il budget. Il budget non è altro che lo strumento contabile di tipo preventivo che determina le grandezze economiche dell’azienda e che permette quindi di orientare le attività aziendali lungo un arco temporale ristretto. Rielaborare il budget significa dunque, nella pratica, analizzare il conto economico, la voce dei ricavi e quella dei costi e in base a questi fattori determinare di quanto e come è possibile rielaborare il proprio budget per raggiungere gli obiettivi di breve-medio periodo che ci si è posti. Questa parte di analisi è determinante per valutare se gli obiettivi che ci si è posti, dopo la ripartenza, sono raggiungibili con questo tipo di budget o se è necessario rimpinguarlo, quando possibile, o rivederlo cercando di ottimizzare le voci dei costi per massimizzare quelle dei ricavi.

Quali sono però gli indicatori effettivi che ci disegnano il quadro della redditività della nostra struttura alberghiera?

I KPI da tenere sotto controllo

Innanzitutto cosa sono i KPI? I KPI sono indicatori di performance che forniscono le informazioni necessarie per misurare l’efficacia di un’azienda e gli obiettivi verso la quale sta procedendo. I KPI sono quindi fondamentali per analizzare l’andamento della nostra struttura.

Per valutare l’efficienza e la redditività di un albergo è necessario analizzare i due indici tradizionali, ovvero l’indice medio di occupazione e il prezzo medio per camera. Attraverso quali strumenti si calcolano questi indici? Eccone alcuni.

 

Tasso di occupazione

Il tasso di occupazione (OR Occupancy Rate) è il rapporto tra il numero delle camere occupate e quelle disponibili. Questo indice si calcola dividendo il numero delle camere occupate con quello delle camere totali disponibili. Se lo si vuole avere come percentuale si può poi moltiplicare per 100.

 

Prezzo medio camera

Il prezzo medio camera (ADR) consiste nel rapporto tra i ricavi delle camere e il numero delle camere occupate. Si calcola dividendo il fatturato totale delle camere per il numero delle camere occupate.

 

Ricavo medio camera disponibile

Il Ricavo medio camera disponibile o Revenue Per Available Room (RevPAR) è il rapporto tra i ricavi delle camere e il numero delle camere disponibili. Questo indice rappresenta il ricavo derivante dalla vendita di ogni camera e per essere analizzato nella sua pienezza deve essere messo a confronto con la struttura dei costi fissi, variabili o marginali messi in campo per sostenere la generazione di tale ricavo. Il RevPAR si calcola dividendo il fatturato totale delle camere con il numero di camere disponibili.

 

CostPAR o Cost Per Available Room

Il CostPAR indica il costo che ogni camera disponibile ha per la struttura. Questo indice è fondamentale per la definizione della bottom rate, ovvero la tariffa al di sotto della quale non conviene vendere una camera. Per calcolare il CostPAR bisogna dividere la somma dei costi fissi e variabili con le camere disponibili e i giorni di apertura. Facciamo un esempio. Mettiamo che un hotel ad apertura stagionale abbia lavorato per otto mesi, quindi 240 giorni e possieda 50 camere. Il totale dei costi (fissi e variabili) ammonta a 430.683,50. Per calcolare il CostPAR bisognerà quindi dividere il totale dei costi (430.683,50) per il numero delle camere (50) e successivamente per i giorni di apertura (240). Il totale sarà di 35,89€.

L’utilità del CostPAR emerge sia per costruire il prezzo finale ma anche nella possibilità di confrontarlo con il RevPAR per mantenere una politica di vendita sostenibile.

Difatti: RevPAR > CostPAR. 

 

Cosa abbiamo capito da questi dati e dall’analisi degli indici di riferimento?

 

  • Il tasso di occupazione è un indicatore incompleto perché non prende in considerazione la tariffa a cui è stata venduta la camera.
  • La tariffa media è un indicatore incompleto perché non prende in considerazione il mancato revenue delle camere invendute.
  • Il RevPAR è costruito utilizzando sia il tasso di prenotazione che la tariffa media e deve essere confrontato con il CostPAR.

 

Un ultimo indice da tenere in considerazione per valutare il potenziale profitto di un hotel e che riflette la redditività e l’efficienza di un management è il GOPPAR, che si calcola sottraendo le spese di gestione dal revenue totale.

 

Ma quindi è meglio analizzare la redditività attraverso GOPPAR o RevPAR?

Il RevPAR indica la performance in termini di gestione dell’inventario delle camere, fornisce tendenze generali sul mercato e non fornisce indicazione sui costi. Mentre il GOPPAR offre un’indicazione della redditività in hotel più profonda e ha una maggiore correlazione con il valore dell’hotel.

 

Analizzare le performance e la redditività della propria struttura, tramite gli indici, risulta quanto mai più importante in un momento come questo.