Fenomeno food truck, oggi il business è on the road

By Il Team
Ott 10th, 2017
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Fenomeno food truck, oggi il business è on the road

Lo dice anche l’ultimo rapporto Coldiretti sullo street food uscito in occasione di GNAM! 2017: gli affari viaggiano su due ruote. Non è poi così una novità in Italia, già Greci e Romani consumavano banchetti in strada. Solo che, una volta, lo street food era una pratica esclusivamente per poveri. Ora non più.

Le motivazioni che spingono gli italiani a mangiare in strada oggi sono molteplici: ci si ricorre per convenienza, per il poco tempo a disposizione, per stare in compagnia (il cosiddetto social eating, ricordate?) o per la nostalgia dei sapori dell’infanzia (ribattezzati come comfort food). Tra gli amanti dello street food, il 69% preferisce il prodotto local, mentre il 17% opta per piatti tipici internazionali e solo il 14% per cibi etnici. Insomma, sugli hamburger e i kebab vincono piadine, arancini, arrosticini… e passatelli.

In realtà, nel cibo di strada rientrano tanti di quei piatti che a tratti è stato inquadrato come un trend calorico, poco salutare e per nulla legato alla cultura locale. Recentemente (e per fortuna) le cose sono cambiate, lo street food si sta configurando come business itinerante pro-tradizione. Sempre più spesso i food truck ripropongono e valorizzano cibi che erano stati dimenticati. E a quanto pare, i grandi chef non sono immuni alla sindrome da “nostalgia della cucina della nonna”. Personaggi del calibro di Chef Rubio hanno innalzato il cibo da strada ad arte e l’hanno resa un vero e proprio format nei loro programmi televisivi.

Ma diciamolo, il merito del successo on the road non è tutto loro. È in gran parte del mezzo, assoluto protagonista dello street food. Un furgone, un’ape, un carretto, un camper: ogni veicolo è valido purché lo si attrezzi a dovere. Forse è anche per questo motivo che i food truck non conoscono crisi: i clienti, loro, se li vanno a prendere. Come ha fatto Simone Silvani, socio fondatore di ASPASSO.

Fenomeno food truck, oggi il business è on the road

Food truck, il gran successo del passatello

ASPASSO è un progetto nato in Romagna quattro mesi fa. Il prodotto di punta? Passatelli cacio e pepe. Un menù curioso e originale, nato dalla sperimentazione di un ex architetto appassionato di cucina. Simone un bel giorno decide di cambiare vita e intraprendere un viaggio con il suo food truck. Ma lasciamo raccontare a lui com’è andata.

Simone, com’è nata l’idea del Food Truck?

Devo ammettere che ho sempre avuto una grande passione per la cucina sin da piccolo. Rubavo gli ingredienti dalla dispensa per fare i miei esperimenti, mi ha sempre appassionato l’arte di trasformare la materia in qualcosa di diverso. Lo dice la mia esperienza di 13 anni da architetto; prima di iniziare, però, nessuno ti spiega che in questo mondo non è tutto così semplice. Con il tempo ho capito che quella categoria di liberi professionisti non era fatta per me.

E’ stata una scelta complessa, sono iscritto all’Albo degli Architetti, quindi ho mollato gradualmente la mia attività nell’arco del 2016. In realtà, ho ancora qualche progetto da concludere ma sono convinto che la ristorazione sia la mia strada. È un mestiere che adoro, che mi permette di dare sfogo alla mia creatività e alla mia passione per i fornelli, e che mi consente anche di stare con la mia famiglia. Ora ho due figli piccoli, ho sentito il bisogno di cambiare vita, di allontanarmi da quelle montagne di carta.

Così, in un anno ho conseguito una qualifica tecnica con un corso professionale di 4 mesi a Bologna presso la Food Genius Academy, che mi ha dato delle basi per iniziare e mi ha permesso di confrontarmi con colleghi appassionati e alle prime armi come me. A conclusione di questo corso ho fatto uno stage di 6 mesi in un ristorante blasonato, Le Giare, con lo chef Gianluca Gorini, che ora è un mio grande amico. Questa esperienza ha rafforzato ancor di più la mia vena creativa, mi ha fatto capire quanto desiderassi davvero qualcosa di mio.

Fenomeno food truck, oggi il business è on the roadIl food truck è stata un’idea simpatica per buttarmi nel mondo della ristorazione, l’impegno economico poi ha fatto la sua parte (l’investimento era sicuramente inferiore a quello a cui sarei andato incontro aprendo un’attività ristorativa vera e propria). Una scelta dettata anche dalla moda del momento: il food truck è un tipo di ristorazione che attrae molto il pubblico. Con questa formula si riesce a fare un prodotto fresco, di qualità e per un target molto ampio. Infine, il mezzo è stata una vera occasione: il food truck che utilizzo oggi, anche se originario di Roma, si trovava in Romagna, da un collega che non lo utilizzava.

Insomma, nel giro di pochi mesi ho maturato l’idea di vendere passatelli e ho messo in piedi il progetto insieme alla mia socia, Silvia. L’incontro con lei è stato determinante per mettere a punto un progetto che guardasse alla qualità, alle sinergie, e alla valorizzazione del territorio, della sua storia, della tradizione e dei suoi prodotti di eccellenza. E’ lei che cura principalmente gli aspetti legati alla comunicazione e al marketing territoriale.

Quanto hai investito su ASPASSO?

L’investimento iniziale per mettere in piedi ASPASSO è stato superiore ai 40.000 Euro.

Per ora ho fatto gli acquisti di base, ma dovrei raddrizzare il tiro comprando altre attrezzatture e correggendo alcune scelte fatte in partenza, anche in virtù di come abbiamo sviluppato i processi di produzione.

Per quanto riguarda le autorizzazioni, venendo da un mondo sostanzialmente “amministrativo” me la sono cavata da solo. Ho richiesto l’autorizzazione Commercio itinerante di tipo B, quella che serve per somministrare cibo senza posto fisso rilasciata dal Comune in cui si intende avviare l’attività di food truck. In realtà il servizio che oggi mi viene maggiormente richiesto è la somministrazione temporanea o la formula dello chef a domicilio.Fenomeno food truck, oggi il business è on the road

Come imprenditore, naturalmente, ho dovuto fare molti corsi obbligatori, come quello del primo soccorso. Per il momento abbiamo pochi collaboratori, due persone con certificato HACCP che si occupano dello sporzionamento dei piatti, ma questi sono stati i primi mesi di attività. Vedremo, se serve, come strutturarci in futuro.

A quali eventi avete partecipato finora con il vostro truck?

Il progetto è ancora giovane, finora ci siamo mossi principalmente sul territorio romagnolo, cercando di essere presenti in eventi identitari. Abbiamo partecipato anche a qualche evento un po’ più grande di street food, ma è un’idea che ci piace un po’ meno perché non siamo ancora strutturati per poter produrre grandi quantità sul momento. La nostra specialità è un passatello espresso al momento, siamo vocati per eventi più piccoli.

Una delle prime esperienze di ASPASSO è stata Ipercorpo 2017, festival internazionale delle arti dal vivo svoltosi lo scorso maggio a Forlì. Abbiamo partecipato a quattro bellissimi giorni di spettacoli teatrali. Poi siamo stati a Santarcangelo di Romagna ad un evento dedicato allo street food che ci ha dato molta visibilità, con altre venticinque aziende tra food e birre artigianali. E ancora Borgo Sonoro, itinerario culturale teso a valorizzare i borghi del Rubicone e del Cesenate, perfettamente in linea con la filosofia di ASPASSO.

Per il momento le nostre radici sono in Romagna [Simone è originario di Bagno di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena], il prodotto qui è molto richiesto. Non escludiamo di spostarci in futuro amplificando il nostro mercato al Centro-Nord Italia poi chissà, ASPASSO potrebbe evolvere. Ma prima voglio familiarizzare bene con il mondo del food truck.

Per evoluzione intendi un vero e proprio ristorante?

Nelle nostre idee di progetti futuri, che stiamo ancora cercando di catalizzare e mettere in ordine, sicuramente vogliamo lavorare al meglio sulla sinergia con il territorio e con eventi al di fuori della ristorazione tradizionale. Essendo architetto Fenomeno food truck, oggi il business è on the roadconosco il mondo dei convegni, in cui capita che l’organizzazione possa deludere l’attenzione dei partecipanti per il dettaglio. Trovo che curare tutti gli aspetti di un evento sia un’occasione per valorizzare la tradizione locale.

Stiamo cercando di creare intorno ad ASPASSO una rete di produttori del territorio, da aziende piccole e artigianali come salumificio Del Vecchio, Forno Batani e macelleria Il Cerbero, a player già strutturati come Centrale del latte e Babbi. Quest’ultimo in particolare si è innamorato di ASPASSO, ci ha chiesto di partecipare all’inaugurazione del punto vendita di Cesena. Credo che ci abbia dato fiducia perché condividiamo la stessa filosofia: tradizione romagnola, concetto di local, valorizzazione del territorio.

Altre sinergie? Infinite possibilità… Il food truck può essere sicuramente di supporto a eventi come matrimoni e feste di famiglia. Il vantaggio di questo mezzo è che si tratta esattamente di una cucina in movimento, che arriva, lavora, e se ne va senza lasciare traccia, grazie alla quale siamo in grado di servire 50-80 persone spostando “tutto e niente” e mantenendo un prodotto di qualità.

Il vostro nome è un buon punto di partenza in termini di comunicazione.  Da dove nasce ASPASSO?

ASPASSO è nato da un confronto tra me, mia moglie e la mia socia. La scelta del nome è stato uno degli step più impegnativi affrontati finora, ma ne è valsa la pena dedicarvi tempo ed energie. ASPASSO è il nome più azzeccato, perché sposa tutti i concetti alla base del format:

  • richiama il prodotto, il passatello;Fenomeno food truck, oggi il business è on the road
  • è una parola molto orecchiabile, per noi romagnoli specialmente è un termine che evoca piacevolezza;
  • infine ricorda il concetto stesso del movimento che caratterizza il food truck.

Il fatto di creare una parola unica è stata una scelta formulata per rendere il brand davvero irripetibile. Insieme all’intramontabile cacio e pepe, tributo all’origine romana del nostro mezzo.


Che dire, complimenti! Un’altra eccellenza che si aggiunge al patrimonio romagnolo. Auguriamo a Simone e ad ASPASSO un futuro di grandi soddisfazioni.

Intervista realizzata a:

Simone Silvani

ASPASSO FOOD

cell. +39 371 3917425
mail: info@aspassofood.it
sito web: www.aspassofood.it

A proposito dell'autore

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