Reputation Index: quanto vale oggi il marchio Italia?

By Paola Tournour-Viron
Lug 17th, 2017
130 Views

Reputation Index: quanto vale oggi il marchio Italia?

Quanto è importante per un Paese a fortissima vocazione turistica come l’Italia puntare a migliorare la propria reputazione? E soprattutto: una destinazione come la nostra, ha davvero bisogno di avventurarsi in questa fatica? Secondo l’ultimo Country Rep Trak, la risposta sarebbe affermativa.

Nella graduatoria stilata per il Reputation Index, sui 55 Paesi testati, il nostro si collocherebbe infatti al 14° posto (due in meno rispetto al 2016, quando era 12°), la qual cosa starebbe a significare che, in generale, la nostra reputazione non si situa esattamente al top. Tutto ciò sebbene – va detto – l’Italia Reputation Index: quanto vale oggi il marchio Italia?rientri nella schiera dei territori comunque giudicati “forti”, preceduti solo dai sette ‘primi della classe’ promossi al rango di “eccellenti”. Se poi la cosa può ulteriormente consolare, dagli istogrammi dell’Index prendiamo anche coscienza del fatto che Germania, Regno Unito e Francia stanno ancora peggio, piazzati rispettivamente in 16ª, 18ª e 19ª postazione.

Tralasciando ogni valutazione campanilistica e attenendosi puramente ai dati, va infine anche precisato che, se si circoscrivesse l’analisi reputazionale alle tematiche più strettamente attinenti alla sfera turistica, il nostro piazzamento non risulterebbe poi così negativo.

Ma andiamo con ordine.

I 3 parametri del Reputation Index

Il Reputation Index, che elabora i propri verdetti sulla scorta di 39mila interviste somministrate ai cittadini dell’area G8, si focalizza su 3 parametri:

  • Appealing environment, cioè grado di attrattiva dato dalla bellezza del paesaggio, dall’attenzione dedicata alla preservazione dell’ambiente naturale, dalla qualità della vita e dal grado di ospitalità dei residenti;
  • Effective Government, cioè grado di sviluppo economico dato anche dalle attività svolte nei settori dell’istruzione e dell’innovazione, oltre che nei consueti settori produttivi;
  • Advanced Economy, cioè grado di affidabilità del contesto governativo e istituzionale, dato dalla sicurezza pubblica, dal livello di trasparenza istituzionale e dalla qualità delle politiche sociali.

Reputation Index: quanto vale oggi il marchio Italia?

Ciascuna di queste voci concorre evidentemente a migliorare il profilo di vita di un Paese, ma certamente quella che più impatta sull’ospite temporaneo – quale è il turista – è la prima. E infatti qui l’Italia ha una decisa rimonta e guadagna il quinto posto. Questo significa peraltro che, sempre secondo le rilevazioni dell’Index, siamo in tendenza con la domanda, la cui attenzione per il parametro che misura il grado di attrattiva ambientale (Appealing Environment) è cresciuto, da parte degli utenti, di ben 2 punti percentuali, mentre la concentrazione sui due successivi criteri di misura (Effective Government e Advanced Economy) è in flessione.

Un aiuto? Mantenersi in competizione

Dunque, per tornare alla domanda iniziale, le rilevazioni confermano che per un Paese come il nostro è non soltanto corretto ma anche doveroso puntare a uno stadio reputazionale superiore. La competizione con le altre destinazioni del pianeta deve costituire un impegno costante e deve essere ben governata anche dagli operatori del turismo e dell’accoglienza, che possono dare una grossa mano a scalare la graduatoria, mantenendo in primis la bellezza del paesaggio, sia esso naturale che urbano, e poi imprimendo ulteriore forza e carattere all’ospitalità, da sempre riconosciuta quale risorsa strategica dell’offerta turistica nazionale.

Reputation Index: quanto vale oggi il marchio Italia?Se poi, riflettendo su questa sintesi, vi scoprite scettici, non preoccupatevi. Significa semplicemente che state esercitando l’italica attitudine al pessimismo di cui già in passato parlò Leopardi e che permane, intonsa, nell’Index, dove risulta che attualmente il grado di reputazione assegnato al nostro Paese da noi che lo abitiamo sarebbe di ben 10 punti inferiore a quello attribuito dagli stranieri.

Ci pensiamo, insomma, peggio di come ci giudicano oltre confine, il che talvolta può anche essere di sprone a fare meglio. E a non adagiarsi su meriti presunti, come hanno ad esempio fatto Russia e Stati Uniti, campioni – sempre secondo l’Index – di autostima, eppure in discesa nella percezione degli stranieri, con tassi di retrocessione – dovuti prevalentemente a questioni politiche ed economiche – rispettivamente pari a 6,4 e 8,1 punti percentuali.

A proposito dell'autore

Paola Tournour-Viron
- Si occupa da oltre vent’anni di giornalismo turistico per il trade, con specializzazione in nuove tendenze e sviluppo dei mercati esteri. E’ curatrice di Studi ed Osservatori di Mercato per il turismo italiano ed estero, nonché redattrice e speaker di corsi multimediali su alcune tra le principali destinazioni turistiche internazionali. E’ stata conduttrice di rubriche radiofoniche sul tema dei viaggi ed è docente a contratto di marketing e comunicazione in corsi per gli istituti superiori a indirizzo turistico e alberghiero. Per Mondadori Education è coautrice dei volumi “Comunicare l’Impresa Turistica” e “Tecniche di Comunicazione”.

Vuoi rimanere aggiornato sulle novità

dal mondo del turismo e della ristorazione?

 

Iscriviti alla newsletter e ricevi

anche i nostri e-book gratuiti